Pupi Avati: i miei 80 anni la collina della vita e il futuro

ROMA . Compie 80 anni oggi il regista e scrittore Pupi Avati, tanta vita alle spalle e altrettanta voglia di vivere. Così nel suo futuro, a parte “Il signor Diavolo” in sala a marzo, ancora tre film...
ROMA . Compie 80 anni oggi il regista e scrittore Pupi Avati, tanta vita alle spalle e altrettanta voglia di vivere. Così nel suo futuro, a parte “Il signor Diavolo” in sala a marzo, ancora tre film «necessari» da fare. Ecco come parla del tempo e dei progetti.
La collina della vita. La cultura contadina vede la vita come una collina su cui si sale credendo che, alla cima, ti accadrà quello che ti aspettavi e credi aver meritato. Per esempio: essere più amato e considerato. Ma la vita è in realtà un’ellisse. Si percorre il primo quarto, dalla nascita all’adolescenza, dove impari tutto: camminare, mangiare e vivere con la convinzione che tutto ciò che ti accade è per sempre. I bambini non hanno la sensazione della deperibilità, pensano che la loro madre ci sarà sempre e che tutte le cose resteranno uguali. Nella seconda fase dell’ellisse si passa dall'adolescenza all’età adulta. Qui si impara un mestiere e si è proiettati verso il futuro. Ma ora la ragione non ti fa più credere all'immutabilità delle cose. Nella terza arrivi alla cima della collina e ti accorgi che il primo tratto dell’ellisse era infinitamente più interessante di quello che verrà dopo. Qui avviene lo scollinamento, inizi a guardare al passato con nostalgia, il fisico comincia a diventare recalcitrante e tutto quello che ti era facile fare diventa complicato. Tutto questo precede la quarta parte: la vecchiaia. La parte più spaventosa e affascinante. Vorresti tornare a essere bambino, hai nostalgia dell’infanzia, diventi fragile e somigli sempre più al bambino che sei stato. I vecchi e bambini comunicano molto bene perché sono entrambi vulnerabili. È per questo che li vedi ridere e piangere con tanta facilità. C'è in loro la voglia di tornare indietro.
Dante Per questo film mi ispirerò al Trattatello di Boccaccio che nel 1350 andò a Ravenna per incontrare la figlia suora di Dante, Beatrice, e consegnarle 10 fiorini d'oro a nome dei capitani dell’Orsanmichele a risarcimento del male fatto a suo padre. Lì Boccaccio iniziò a scrivere una biografia di Dante.
Floating coffins Per questo film mi ispirerò all'alluvione del Polesine del '51. Nel paese di Lio Piccolo le bare di due fratelli non vennero più trovate e da lì iniziò una serie di misteriosi delitti.
Lei mi parla ancora è invece un film sull'amore “per sempre” ispirato al libro omonimo di Giuseppe Sgarbi, che racconta l'immenso dolore di quest'uomo alla morte dell'amata moglie che conosceva da ben 64 anni. Per il ruolo del protagonista mi piacerebbe avere Johnny Dorelli.
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