Quando la pittura da la scossa Raul espone a Valencia e in Cina

18 Settembre 2015

PESCARA. Dalla Spagna alla Cina con una cartella di disegni. Suona come l'immagine romantica di un pittore d'altri tempi ma sta a pennello al contemporaneo Raul, e alla quotidianità dell'artista...

PESCARA. Dalla Spagna alla Cina con una cartella di disegni. Suona come l'immagine romantica di un pittore d'altri tempi ma sta a pennello al contemporaneo Raul, e alla quotidianità dell'artista pescarese che sta mettendo a segno una partecipazione dopo l'altra a mostre estere. È aperta fino al 20 settembre “Signs and Symbols”, l'esposizione che lo vede protagonista alla Kyr Royal Gallery di Valencia, mentre ha appena inaugurato, e resterà visitabile fino al 26 settembre, il “Nanjiing International Art Festival”, a Nanchino, importante città cinese, dove Raul è presente con alcune opere (www.raul33.com).

Tutte opere in cui «la gestualità è l’elemento padre: istinto, velocità, colore, sporcature emozionali, sgocciolature passionali, abbracci di pennellate», si legge nelle note di curatela. «La visione delle opere di questo giovane artista pescarese è attraversata da una serie di sensazioni che tendono il cervello con una tenaglia, arricciano la pelle con una scossa, inturgidiscono con una doccia gelata e si specchiano verso l’idea dell’infinito che si ha nell’incontro con l’altro e il suo volto», prosegue la critica, «Raul dipinge con la rapidità primitiva di chi, la pittura, la utilizza per materializzare un’emozione». Nato a Pescara nel 1980, città dove è stato lanciato dal grande gallerista Cesare Manzo con la mostra “Hood portraits” del 2012, Raul oggi vive e lavora tra il capoluogo adriatico, Londra e Miami (lì nel 2011 espose alcuni lavori con la Gallery 212). Oltre alla partecipazione al Fuori Uso “In Opera” curato a Pescara da Giacinto Di Pietrantonio, negli ultimi due anni Raul ha allestito le personali "Hotel" al Museolaboratorio di Città Sant’Angelo, "Colors" alla Galleria Manzo di Pescara e "A thousand faces" alla Cock’n Bull Gallery di Londra.

Domenico Sanguedolce

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