Quel quotidiano che non ti aspetti nella mostra “Parolacce” di Alek O.

MONTESILVANO. «Alek O. attende il suo tempo smontando e rimontando arazzi, costruendo strutture totemiche, sovvertendo le regole della geometria, replicando modalità che legano l’artigianato alle...
MONTESILVANO. «Alek O. attende il suo tempo smontando e rimontando arazzi, costruendo strutture totemiche, sovvertendo le regole della geometria, replicando modalità che legano l’artigianato alle avanguardie storiche». Con queste parole il direttore artistico della Fondazione Zimei Massimiliano Scuderi presenta l’artista che, a partire da domani alle 18 e fino al 9 luglio, sarà protagonista dello spazio espositivo di via Aspromonte a Montesilvano con la mostra “Parolacce”.
L’artista argentina Alek O., infatti, fonde la nozione comune di ready-made con l’artigianato, il ricamo e altre forme artistiche tradizionali. In bilico tra trasformazione e conservazione, spoglia gli aspetti visivi comuni degli oggetti e li sostituisce con l’astrazione geometrica. Gli oggetti, scelti per la loro qualità emotiva, sono sottratti al loro impiego originale e quotidiano: il legno da una libreria, il metallo da una chiave scartata, la lana da un maglione o da un paio di guanti usati. Così, le opere diventano metonimia per l’artista e per chi ha avuto un legame con quel materiale. Quanto al titolo dell’esposizione, “Parolacce”, l’artista spiega: «Pensavo a quel periodo in cui le scopriamo, le proviamo e ne capiamo benissimo l’effetto dirompente. È il periodo dell’infanzia in cui ci vengono esplicitamente proibite. In un gruppo di adulti, sentire un bambino piccolo dirne una è molto divertente. C’è da un lato la sorpresa, il cortocircuito dell’inaspettato che fa ridere. Dall’altro c’è l’imbarazzo dei genitori che penosamente provano a giustificarsi». Da Roma a New York, passando per Parigi e Helsinki, Alek O. ha esposto le sue creazioni ricevendo riconoscimenti come il Premio Lissone, il Premio Level 0 di ArtVerona. (a.l.)