Raffaella Carrà: «Addio Gianni mi porterò dietro l’uomo»

ROMA. Il racconto delle cene improbabili a base di surgelati (fra le “vittime” Paolo Villaggio, che buttò ogni manicaretto dalla finestra), delle marachelle negli studi, come andare a “sfruculiare” i...
ROMA. Il racconto delle cene improbabili a base di surgelati (fra le “vittime” Paolo Villaggio, che buttò ogni manicaretto dalla finestra), delle marachelle negli studi, come andare a “sfruculiare” i colleghi mentre registravano (tra i più arrabbiati Ubaldo Lai) e degli infiniti scherzi, ha punteggiato la cerimonia laica, che ha mescolato emozione, lacrime e risate, in omaggio a Gianni Boncompagni, ieri nella sede della Radio Rai di Via Asiago, dov'era stata allestita, dalla mattina, anche la camera ardente.
A ricordare uno dei padri della radio e della tv italiana moderna, morto domenica scorsa all’età di 84 anni, fra gli altri, la figlia Barbara, Renzo Arbore, Giancarlo Magalli, Ambra Angiolini, Irene Ghergo, Roberto D'Agostino, i nipoti Mattia e Brando. Mentre l'amica di una vita e compagna per dieci anni, Raffaella Carrà, molto commossa, ha preferito non salire sul palco della sala B. «Il sodalizio artistico va bene, sono contenta dei complimenti che gli hanno fatto», aveva detto al suo arrivo la Carrà, circondata da decine di fotografi e telecamere, «ma io ho potuto vivere con lui e godermi Gianni in casa sua con le sue tre figliole. Mi porterò dietro l'uomo. Gianni se n'è andato piano piano, ha avuto un coraggio da leone, è stato molto sereno. Abbiamo potuto ancora ridere e scherzare, abbracciarlo e dargli tanti bacini fino all'ultimo prima di lasciarlo andare». Poche parole terminate scoppiando a piangere.
La volontà di un omaggio all'insegna della leggerezza è stata chiara fin dall'allestimento della camera ardente: sul palco, davanti al feretro, c'era una versione del quadro “Ritratto di giovane donna” del pittore fiammingo Rogier van der Weyden riveduta e corretta, con la faccia di Boncompagni. Accanto, e sopra la bara, tante corone di fiori, tra cui quella della sindaca di Roma, Virginia Raggi, una di rose di “Renzo per i ragazzi di Bandiera Gialla” e un grande cuore di garofani rossi, con un banda gialla, su cui c'era solo una “R”. Come sottofondo classici della musica rock e pop anni '60. A rendere omaggio a Boncompagni un fiume di volti noti «Avevamo festeggiato papà a 80 anni con una serata in dress code da Vaticano e lui vestito da Papa. Oggi a quasi 85 anni lo ri-festeggiamo», ha detto Barbara Boncompagni. Boncompagni, per Arbore, «è stato sempre avanti e anche stavolta è avanti a me». La radio, ha aggiunto, «è il regno della fantasia, e Gianni era un grande portavoce della fantasia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA