Roberto Marini «Da Teramo a Pechino e ritorno»

30 Dicembre 2018

TERAMO. Passando per la Cina, l’anno straordinario dell’organista teramano di fama internazionale Roberto Marini si chiude oggi nel santuario di San Gabriele, a Isola del Gran Sasso, con un concerto...

TERAMO. Passando per la Cina, l’anno straordinario dell’organista teramano di fama internazionale Roberto Marini si chiude oggi nel santuario di San Gabriele, a Isola del Gran Sasso, con un concerto per la 40ª stagione della Società Riccitelli (ore 15, ingresso libero). Il maestro Marini proporrà un programma articolato tra autori e brani diversi per epoca e interesse, con pagine di Dubois, Zipoli, Donizetti, Bach, Esposito, Gian Battista Martini, Widor. Bach, naturalmente, e altri imprescindibili autori di musica sacra sono stati proposti da Roberto Marini agli oltre duemila fedeli e non che l’8 dicembre hanno ordinatamente affollato le navate della cattedrale di Pechino. Mai un organista italiano aveva suonato nel principale tempio cattolico della capitale cinese. L’onore è toccato al maestro abruzzese, protagonista del concerto per la solenne riapertura, dopo due anni di restauro, della Xishiku Church, dedicata al Salvatore, chiesa fondata dai Gesuiti nel 1703.
«Per la riapertura l'arcivescovo Joseph Li Shan voleva organizzare un evento di grande levatura artistica. Sono molto onorato che abbiano pensato a me», racconta al Centro il maestro, organista titolare della cattedrale di Teramo, unico interprete al mondo ad aver registrato da solo, in 17 cd, tutta la monumentale opera per organo del gigante Max Reger. «Il concerto è stato un grande successo, la Cattedrale era piena. È un popolo entusiasta, caloroso. Sono molto desiderosi di conoscere la musica sacra occidentale, e la musica classica in generale. Sono molto interessati al canto gregoriano e a Bach. C’è molta voglia di imparare».
Che tipo di pubblico era?
«Oltre ai frequentatori della chiesa c’erano molti studenti di musica e autorità religiose e politiche. L’amministrazione locale ha infatti contribuito a finanziare il restauro, dimostrando rispetto per i cattolici. A differenza che in altri Paesi, i cattolici non hanno particolari problemi, possono tranquillamente celebrare i loro riti».
Che repertorio ha proposto?
«Repertorio tradizionale di musica sacra. E poi li ho piacevolmente spiazzati con delle improvvisazioni su canti tradizionali cinesi di Natale. Ho suonato su un organo moderno canadese, medio-grande, a tre tastiere, ci si può suonare un po’ tutto. Siccome lo strumento è in cantorìa, in alto, hanno piazzato degli schermi nella navata perché il pubblico potesse vedermi suonare».
A Pechino il suo concerto è stato visto come evento straordinario anche dai media.
«Riviste on line, televisioni e altri media hanno annunciato e seguito il concerto. È stato un evento insolito, direi storico. Non immaginavo di avere questa popolarità in Cina. Mi hanno portato poi in altre chiese, accolto ogni volta come un divo di Hollywood».
Farà altri concerti in Cina?
«Mi hanno proposto l’esecuzione integrale dei concerti di Bach, un progetto da realizzare nel prossimo futuro. Mi hanno anche proposto di tenere dei corsi. Già due anni fa tenni un corso di musica sacra a Shangai, con una grande risposta. Ci sono molti organisti in Cina, ma ancora si devono formare interpreti di musica sacra».
Titolare di cattedra di organo e canto gregoriano nel Conservatorio di Pescara, ha recentemente vinto la cattedra all’Istituto pontificio di musica sacra.
«Sì, il Conservatorio vaticano. Un bel riconoscimento. Era un concorso internazionale, un posto molto ambito. Il grande Ferdinando Germani, mio maestro, ha studiato lì».
Anche l’anno scorso grandi soddisfazioni, come l’invito al Max Reger Institut di Karlsruhe.
«Per celebrare con un concerto l’acquisto di un manoscritto autografo di Max Reger hanno invitato me, non un organista tedesco. In Germania l’incisione dell’integrale del maestro ha avuto molte lodi dalla critica musicale».
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