Sanremo ricomincia da Rita E Al Bano e Romina trionfano

Apertura senza polemiche ma con un tuffo nel passato della canzone italiana Fiorello fa Don Matteo, Amadeus il bravo presentatore. E Diletta conta gli scalini
Comincia Fiorello vestito da Don Matteo («Così facciamo il 35 per cento di share») e prosegue Amadeus che, per il suo debutto, si presenta con uno smoking argentato. Poi tutto il resto. Cioé, Diletta Leotta che scende gli interminabili scalini («Li ho contati: sono 15») e Rula Jebreal elegante e sorridente a sorpresa. E, certo, ci sono anche i cantanti in questa prima serata del Festival della canzone italiana che nel 2020 celebra i 70 anni. Ma quelli, ormai da tempo, sono un contorno per uno spettacolo che vive di polemiche e ospiti fuori gara, di gaffe e commozioni. E il mix c’è stato tutto anche nella prima delle cinque serate. C’è stato Al Bano che inciampa; Tiziano Ferro che si commuove interpretando “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini; Achille Lauro che fa una sorta di spogliarello liberandosi di una cappa bizantina. La musica? Né bene né male. Una standing ovation l’ha strappata Rita Pavone. Un’altra Al Bano e Romina che hanno sciorinato i classici di un repertorio che più nazionalpopolare non si può, La coppia è stata presentata sul palco del Teatro Aruston dalla figlia, Romina Carrisi.
Quanto alla gara, il tabellino dei primi cosiddetti Big in concorso è questo: Irene Grandi con "Finalmente io"; Marco Masini con “Il confronto”; Rita Pavone con “Niente (Resilienza 74)”; Achille Lauro con "Me ne frego"; Diodato con "Fai rumore"; Le Vibrazioni con “Dov'è”; Anastasio con "Rosso di Rabbia"; ed Elodie con “Andromeda”.
Gli interventi di Fiorello ci sono stati come promessi. Ma il mattatore non ha trionfato, almeno per ora.
Dopo l’introduzione istituzionale del direttore artistico, Fiorello è tornato subito sul palco: «In questo Festival di Sanremo io presento lui, lui presenta me, lo ripresenterò, lui ripresenterà me. Sono 69 anni che sentiamo canzoni». Poi, rivolto ad Amadeus: «Lui non sa quello che fa, lui non ha capito che cosa è questa cosa qua. Questi sono gli attimi che precedono la fine della tua carriera. Se va male ti levano pure “I soliti ignoti”. Ce l’hai presente il parente misterioso, quello diventi. La gente va sul telefonino vede i selfie con te, li cancella. A Porta a Porta (imitando Vespa) “flop Amadeus”. Tu non devi pensare al cast che hai qua, devi pensare a quelli che hai lasciato a casa. Era meglio il Festivalbar, alla prima puntata sapevi già che Ramazzotti vinceva. 12 sono come gli apostoli». Infine, prima di lasciare spazio alle prime canzoni: «Un proverbio ti voglio dire: ricordati che al Festival di Sanremo si entra Papa e si esce Papeete». Il Festival è una vetrina ambita anche per chi con la musica non ha nulla a che fare. Lo sa bene anche Gabriele Muccino che ha presentato il suo nuovo film, “I migliori anni”, con una parte del suo cast: Pierfrancesco Favino, Kim Rossi Stuart, Claudia Santamaria, Micaela Ramazzotti ed Emma Marrone che hanno dialogato con alcuni ragazzi che interpretavano loro stessi da giovani. Poi, tutti in coro, hanno cantato un inno della loro generazione, “Tu come stai” di Claudio Baglioni: un omaggio indiretto al precedente direttore artistico del Festival, autore di due edizioni da record e modello che Amadeus ambisce a imitare.
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