Saturnino Gatti al microscopio di fisici e ingegneri

2 Dicembre 2020

Tornimparte, studio archeometrico degli affreschi nella chiesa di San Panfilo secondo il modello Paestum

TORNIMPARTE. Al via a metà dicembre a Tornimparte lo studio archeometrico degli affreschi di Saturnino Gatti nella chiesa di San Panfilo.
Fisici, chimici, geologi, archeologi, biologi e ingegneri provenienti da tutta Italia svolgeranno indagini tecnico-scientifiche sull'opera, realizzata tra il 1491 e il 1494 dall’artista aquilano, per verificarne lo stato di salute e delineare le modalità di restauro e conservazione. L'iniziativa nasce dalla convenzione scientifica stipulata il 23 novembre dall'Associazione italiana di archeometria (Aiar) con il Segretariato regionale del Mibact per l'Abruzzo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città dell'Aquila e i comuni del Cratere. I gruppi di lavoro saranno definiti dopo il 7 dicembre, termine entro cui i soci Aiar potranno manifestare interesse a eseguire indagini in situ o nei propri laboratori. «Questa nuova attività di ricerca», spiega Mauro La Russa, presidente di Aiar, la principale associazione italiana di studiosi e ricercatori attivi nelle applicazioni scientifiche ai beni culturali, «vuole replicare l’approccio multidisciplinare e interdisciplinare del 2019 con lo studio archeometrico delle lastre tombali dipinte conservate nel Museo Archeologico di Paestum, prima fra tutte il Tuffatore. Entro Natale organizzeremo i primi due gruppi che opereranno su porzioni non vicine del ciclo di affreschi in modo da essere distanziati», precisa La Russa, che all'Università della Calabria, dipartimento di Biologia, ecologia e scienze della Terra, è professore associato di Petrografia applicata ai Beni culturali. «Sono soddisfatto delle adesioni già pervenute. Nostro obiettivo è la valorizzazione della cultura, e la cultura non può fermarsi, neanche in questo periodo».
A San Panfilo – Paradiso, cattura di Gesù e bacio di Giuda, flagellazione, crocifissione, deposizione, risurrezione del Salvatore realizzati lungo la volta e le pareti del catino absidale – si procederà alla caratterizzazione dei materiali originali delle stesure a fresco e delle finiture a secco per identificare la tecnica esecutiva propria di Gatti; seguirà la mappatura delle aree di rifacimento e identificazione dei materiali di restauro sovrapposti: l'unico intervento conservativo documentato risale al 1926. Previsti anche analisi del microclima e rilievo fotogrammetrico digitale. «Faremo analisi chimiche sul legante usato nell'affresco per rendere il restauro meno invasivo possibile», illustra La Russa. A coprire i costi saranno i fondi previsti nella convenzione scientifica. Poi ci sono le aziende. «Noi siamo coinvolti con gli istituti di ricerca e le università di cui siamo dipendenti», aggiunge La Russa, «e siamo per il 95% soci Aiar. Ci sono anche liberi professionisti e aziende, spin off creati da nostri ex studenti». Intanto l'Aiar sbarca in Abruzzo: «Da poco più di un mese abbiamo con noi ingegneri dell'università dell'Aquila. E abbiamo avuto un'accoglienza speciale dal sindaco di Tornimparte: il Comune metterà a disposizione i ponteggi».