Schrader racconta cos’è il senso di colpa tra azzardo e salvezza

VENEZIA. Senso di colpa, redenzione, vendetta e stress post tramautico da Abu Ghraib dove l'umanità non valeva nulla e tutto era pieno di feci, puzza, cani feroci, sudore e paura: tutto questo nel...
VENEZIA. Senso di colpa, redenzione, vendetta e stress post tramautico da Abu Ghraib dove l'umanità non valeva nulla e tutto era pieno di feci, puzza, cani feroci, sudore e paura: tutto questo nel film di Paul Schrader, in sala da domani. Ma, come indica il titolo, Il collezionista di carte, in questo dramma cupo c'è anche il gioco d'azzardo, quello che il protagonista William Tell (Oscar Isaac, in corsa per il Leone d’oro) pratica per vivere con il giusto distacco che gli deriva dall'aver frequentato a lungo l'inferno. Tutto parte dalla prigione dove Tell è stato rinchiuso per essere stato uno degli aguzzini di Abu Ghraib, o meglio uno di quelli fotografati e sbattuti sul giornale, gli unici a pagare il prezzo alla giustizia. In galera l'ex soldato ha imparato a contare le carte e una volta fuori diventa imbattibile. Incontra Cirk (Tye Sheridan), giovane pieno di debiti in cerca di vendetta contro un nemico comune. Con il sostegno di una fascinosa finanziatrice, La Linda (Tiffany Haddish), l'ex soldato porta Cirk nel circuito dei casinò per condurlo su una nuova strada. Ma quel ragazzo riporta Tell dritto dritto a quei fantasmi del passato. «Nel pensare a questo film», dice il mitico sceneggiatore di Taxi Driver, «cercavo personaggi con grosse responsabilità alle spalle che la società ha perdonato, ma che non hanno però trovato perdono in loro stessi e Abu Ghraib è davvero qualcosa di imperdonabile». La ricostruzione di Abu Ghraib, sottolinea Schrader, «è stata molto libera, abbiamo creato un labirinto, qualcosa che era nelle nostre menti». Infine il regista sull'America post Afghanistan: «Il declino del mio Paese è una cosa che ci si aspettava da sempre». Cos'è l'azzardo per Oscar Isaac, attore guatemalteco naturalizzato statunitense, che quest'anno al Lido recita in ben tre film? «L'azzardo è stato quando sono partito per New York per iscrivermi alla scuola di recitazione, non avendo nessun piano B».