Scomparsa Antonella Lualdi, il volto dell'Italia della rinascita

11 Agosto 2023

L’attrice protagonista di “Cronache di poveri amanti” di Lizzani aveva 92 anni Sposata con Franco Interlenghi, lavorò con Lattuada, Rossellini, Scola, Chabrol

ROMA . Se ne va nel giorno delle stelle cadenti, Antonella Lualdi, riservata signora del cinema italiano che tra gli anni '50 e '60 rivaleggiava in popolarità con Loren e Lollobrigida. Ma il carattere e la storia sono diversi e forse non è un caso che la notizia della sua scomparsa abbia più risalto in Francia che non qui in Italia.
Antonella Lualdi (al secolo Antonietta De Pascale) nasce a Beirut il 6 luglio 1931 per puro caso: il padre, ingegnere civile, è in trasferta per la costruzione di un ponte, ha sposato una donna greca e porterà la famiglia dal Libano ad Aleppo per rientrare stabilmente in Italia solo alla fine della guerra mondiale. Qui la ragazza fa le prime prove in teatro, ma qualche foto circola sui rotocalchi e la rivista Hollywood nel 1949 lancia un concorso per trovarle il nome d'arte che conserverà per tutta la carriera. Arriva a Cinecittà quello stesso anno, sul set del Principe delle volpi dove Orson Welles fa il bello e il cattivo tempo, ma è Mario Mattoli a farne poi una protagonista con il lacrimoso Signorinella, girato secondo le regole del neorealismo. In un lampo la diciottenne schiva e timorosa si ritrova al centro dell'attenzione e l'anno dopo, con Canzoni per le strade di Mario Landi, diventa icona dello spettacolo popolare. Il suo partner è Luciano Tajoli, cantante di successo innamorato del grande schermo, e il film è esemplare del neorealismo d'appendice, votato a storie realistiche, infarcite di melodramma, con motivi orecchiabili che tutti cantano.
Per Antonella però, quel set ha un risvolto privato molto più importante: conosce Franco Interlenghi, il protagonista di Sciuscià, che sarà l'uomo della sua vita e la sposerà nel 1955. Tra passione e tempeste la coppia resterà unita fino alla morte di lui nel 2015, legata anche da due figli, Antonellina e Stella. Quando Antonella Lualdi scriverà la sua autobiografia nel 2018 comincerà così: «Dirò sempre grazie alla scrittura di questo libro: il riandare con la memoria alla storia mia e di Franco in tutti i suoi aspetti è stata per me una vera catarsi. Mi ha alleggerita dall'oppressione in cui sono precipitata dopo la scomparsa di mio marito».
Ma torniamo agli anni '50: quando il cinema popolare del periodo è stato rivalutato, al consenso del pubblico per Antonella Lualdi si è unito quello della critica e titoli come È più facile che un cammello, È arrivato l'accordatore, La cieca di Sorrento, Solo per te Lucia e Canzoni, canzoni, canzoni scandiscono un decennio per lei ricco di soddisfazioni. Diventa amica di Totò e Fellini (che sceglie Interlenghi per I vitelloni), forgia il carattere d'attrice, frequenta letterati e artisti. In realtà cerca una diversa dimensione e trova conferma in autori di maggior spessore. Lattuada la vuole in Il cappotto, Rossellini in Amori di mezzo secolo, Lizzani in Cronache di poveri amanti. Fa spesso coppia con Interlenghi, da Padri e figli di Mario Monicelli a Gli innamorati e Giovani mariti di Mauro Bolognini, il suo pigmalione. Sarà lui infatti in La notte brava (1959) a cambiare il personaggio di Antonella facendone una prostituta indurita dalla vita ma determinata a vivere nonostante tutto. Intanto la giovane diva ha fatto prove anche all'estero con Christian Jacque, Yves Allegret e Errol Flynn (l'incompiuto Guglielmo Tell) ed è Claude Chabrol a schiuderle le porte del giovane cinema francese con il bellissimo A doppia mandata nel '59. Se l'anno dopo è al festival di Venezia con I delfini di Francesco Maselli, a Parigi è ormai di casa e vi tornerà spesso, amata da Claude Sautet (Tre amici, le mogli... e affettuosamente le altre) e poi popolarissima dal '92 fino al 2007 per la serie tv Il commissario Cordier. Per tutti gli anni '60, in Italia passa da un set all'altro con Vittorio Cottafavi (I cento cavalieri), Franco Brusati (Il disordine), Ettore Scola (Se permettete parliamo di donne), Giovanni Grimaldi (Un caso di coscienza). Non smetterà di risarcire con la sua celebrità il cinema più popolare ma guarda ormai altrove, diradando le apparizioni al cinema. Con la casa discografica Cam incide un brano arrangiato da Stelvio Cipriani, che diventerà suo grande amico. La passione per la musica non la lascerà più, con una fitta discografia che va di pari passo con film scelti per passione o amicizia come Una spina nel cuore di Lattuada o La bella società di Gian Paolo Cugno, ultima sua apparizione nel 2009.
Farà rumore il servizio senza veli per Playboy nel 1979, ma di fatto si distacca progressivamente dallo spettacolo, dedicandosi al marito e alle figlie: con Antonellina e la nipote Beatrice Sanjust di Teulada inciderà un disco nel 2019. Più tempestosi invece i rapporti con l'altra nipote, Virginia, che la nonna, nel 2020 aveva denunciato dopo una drammatica lite in casa. Tutto ciò ora si stempera nel ricordo di Antonella Lualdi, donna spiritosa e dinamica, curiosa e mai prigioniera del passato, attrice sensibile e in anticipo sul suo tempo. Dallo schermo ti guarda fisso e nei suoi occhi scorrono le immagini di un'Italia che si scopre, dopo le macerie della guerra, al centro di una stagione ricca di promesse, temprata dal dolore, aperta a «molti sogni per le strade».