Silvia Gallerano è “La bambina pugile”

6 Novembre 2021

L’attrice pluripremiata, e volto di cinema e tv, oggi con Marcello Sambati sul palco del Florian di Pescara

PESCARA. Sembra aver voglia di recuperare il tempo perduto il Florian Espace di Pescara. Nello spazio off di via Valle Roveto si apre un fine settimana all’insegna del teatro con due spettacoli diversi, oggi e domani.
Si inizia alle 19 con “La bambina pugile”, da un testo della poetessa Chandra Livia Candiani, scrittrice e traduttrice di testi buddhisti, milanese classe 1952, di cui la collana Einaudi ha pubblicato da poco il suo scritto: “Questo immenso non sapere”. A curare la regia Pascal Idiv, artista e operatore teatrale poliedrico, con interpreti di grande calibro, come Silvia Gallerano, esplosa anni fa con lo spettacolo “La Merda” che ha girato il mondo, vincendo moltissimi premi teatrali, ma anche dalla fiorente carriera cinematografica e televisiva, e Marcello Sambati, importante nome del teatro di ricerca, più volte ospite del Florian, poeta, autore teatrale e performer che con la sua opera ha porta avanti la riflessione sul corpo e sulla poesia del teatro e dell’arte, fondatore della compagnia Dark Camera e del Teatro Furio Camillo di Roma. “La bambina pugile” è un cammino nell’essere, un dialogo con «le Stelle alla ricerca dell’Ossigeno». La bambina lotta e si perde, cerca di uscire dalla stanza che la costringe, mentre il danzatore comunica, libero, con le piante. Sarà l’Albero a indicarle il percorso. Le musiche di Carlo Gesualdo da Venosa e i testi di Candiani giocano con la messa in scena disegnando atmosfere fuori dal tempo. Lo spettacolo è parte del progetto pluriennale Oikos riconosciuto e sostenuto dalla Regione Abruzzo e dal Mic come Residenza per Artisti nei Territori.
Domani, in pomeridiana alle 17.30 sarà la volta dello spettacolo concerto dedicato a Parigi, la città che può vantare il maggior numero di canzoni ispirate ai suoi luoghi, alle sue atmosfere, ai suoi amori. “L’ultima volta che ho visto Parigi” con Gloria Sapio, attrice e cantante e le musiche eseguite dal vivo da Andrea Cauduro, è un omaggio affettuoso e incantato alla città, alla sua cultura e stile di vita, al mito di se stessa sempre presente, al quale la musica e gli artisti hanno tanto contribuito. Lo spettacolo è un viaggio sonoro e visivo tra i suoi quartieri: i Boulevard, le piazze, la Senna e i tetti di Parigi che compaiono in proiezione sulla scena, come finestre sulla città, in una narrazione per immagini creata in parallelo da Maurizio Repetto, anche regista dello spettacolo. Come per le immagini, smontate e ricomposte fino a farle diventare altro, anche per le canzoni lo spettacolo osa e gioca, come in un collage cubista. In scena non l’accordeon, come ci si aspetterebbe da atmosfere alla Montmartre, ma una chitarra elettrica dei suoni metropolitani: l’anima di Parigi resta, ma intorno tutto cambia.