Sophie Scholl, la Rosa Bianca che sfidò Hitler

8 Giugno 2020

Un libro sulla studentessa cattolica tedesca firmato dalla saggista abruzzese Giulia Paola Di Nicola

«La mia anima ha fame e nessun libro potrà più saziarla, è solo la natura che mi dà nutrimento, il cielo e le stelle e la terra silenziosa», scriveva Sophie Magdalena Scholl (1921-1943), attivista tedesca considerata dalla Chiesa cattolica martire della lotta di ispirazione cristiana alla dittatura nazista. Con il fratello maggiore Hans e altri studenti cristiani Sophie fece parte della Rosa Bianca, gruppo di opposizione non violenta al regime, condotta soprattutto attraverso il volantinaggio clandestino. Scoperta e imprigionata insieme al fratello e un terzo studente, Christoph Probst, Sophie fu con loro giudicata in un processo farsa. I tre ragazzi furono ghigliottinati lo stesso giorno del processo.
La figura della giovane attivista e il tema della resistenza cristiana al nazismo sono approfonditi nel libro della sociologa, filosofa e saggista chietina, teramana d’adozione, Giulia Paola Di Nicola “Sophie Scholl. La forza della debolezza”, appena pubblicato dalla casa torinese Effatà Editrice nella collana Ponti (96 pagine, 10 euro). «Sophie Scholl testimonia che i giovani hanno saputo dare la vita per testimoniare la libertà», spiega l’autrice. «Anche in Germania donne e uomini hanno lottato contro il nazismo. È bene conservare memoria non solo delle vittime, ma anche degli eroi, dei giusti. Vi sono stati, infatti, donne e uomini esemplari, che hanno lottato contro il regime nazista in difesa della giustizia e della libertà».
Giulia Paola Di Nicola, fondatrice nel 1988 col marito e collega Attilio Danese del Centro ricerche personaliste e della rivista culturale Prospettiva Persona, è autrice di innumerevoli saggi, tradotti anche all’estero, spesso dedicati alla famiglia e a temi femminili e personaggi del mito e della realtà, da Antigone a Simone Weil.
«Il libro parla di una ragazza tedesca che ha reagito alla brutalità del potere nazista, unendosi al gruppo di amici oppositori della Rosa Bianca e pagando con la vita la sua scelta controcorrente. Decisi a compiere gesti in grado di risvegliare le coscienze addormentate, i ragazzi della Rosa Bianca diffondevano volantini che svelavano la verità del regime. Sophie Scholl e il fratello Hans decisero di diffonderli anche tra gli studenti di Monaco di Bavieria sperando in una sommossa». Che però non ci fu. Sophie fu invece denunciata dal custode dell'università e incarcerata. Processata e condannata con Hans e Christoph, fu ghigliottinata con loro il giorno stesso del giudizio, il 22 febbraio 1943, a Monaco. La sua storia fu raccontata nel 2005 dal film di Marc Rothemund “La Rosa Bianca - Sophie Scholl”, interpretato da Julia Jentsch. Il lungomertraggio vinse due Orsi d’argento a Berlino, per il miglior regista e la migliore attrice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA