“Straperetana”, storia di una esperienza di successo

PERETO. Sarà presentato oggi, alle 17, a palazzo Maccafani di Pereto, il volume che raccoglie l’esperienza dei primi 5 anni di “Straperetana”, la manifestazione allestita dal 2017 da Paola Capata e...
PERETO. Sarà presentato oggi, alle 17, a palazzo Maccafani di Pereto, il volume che raccoglie l’esperienza dei primi 5 anni di “Straperetana”, la manifestazione allestita dal 2017 da Paola Capata e Delfo Durante nel piccolo centro dell’Aquilano. Sarà una conversazione tra Saverio Verini, Angelica Gatto e Alfredo Pirri a introdurre il pubblico sul contenuto del libro curato, oltre che da Capata e Durante, titolari della galleria Monitor (con sedi a Pereto, Roma e Lisbona), anche da Matteo Fato e Verini. «Abbiamo pensato», scrivono i curatori, «che un libro potesse essere il modo migliore per ripercorrere l’esperienza di questo progetto nato a Pereto, piccolo borgo in provincia dell’Aquila, ma a meno di un’ora di macchina da Roma. A ben pensarci, la storia dell’arte italiana — non solo quella contemporanea — può essere letta alla luce di episodi maturati in contesti eccentrici, lontano dei grandi centri di produzione artistica e culturale. Una cartografia alternativa, disseminata in tutta Italia, con la periferia capace di ritagliarsi un ruolo di primo piano. Si tratta di una dinamica che riflette il particolarismo del nostro Paese». Straordinari i numeri, in rapporto alla popolazione del piccolo centro (600 anime). Per fare un solo esempio, nel 2020, anno funestato dalla pandemia, oltre 400 persone da tutta Italia, da Milano a Bari, da Brescia a Torino e a Roma, oltre che da tutto l’Abruzzo, hanno visitato l’esposizione. “Straperetana”, fin dal titolo, dichiara la dimensione fieramente locale al tempo stesso amplificata in chiave contemporanea. Il rapporto con il luogo è una cifra del progetto: la mostra tocca gli angoli più disparati di Pereto, trovando ospitalità in palazzi storici, edifici dismessi, bar, strade, negozi, scantinati. Altro aspetto decisivo è il confronto generazionale, grazie alla partecipazione di artisti storicizzati e di emergenti assoluti (molti segnalati grazie a “Straperetana”), con una particolare attenzione alla scena abruzzese. E non va dimenticato il fascino che Pereto è capace di esercitare sugli artisti: numerose, infatti, le opere che sono nate in stretto legame con il luogo e le sue fonti d’ispirazione. Alcune di esse, nel tempo, sono rimaste all’interno del borgo, formando una piccola collezione permanente.