The Crown: arriva la fine di Diana e la fiction divide

Harry e William non vedranno l’ultima stagione La stampa inglese boccia l’ingresso di “fantasmi”
La sesta e e ultima stagione di “The Crown” divide critici e storici: la pluripremiata serie di Peter Morgan appena arrivata su Netflix «riacquista il suo trono scintillante» secondo Variety, mentre il Guardian, che dà una sola stella alle prime quattro puntate disponibili finora in streaming, parla di una serie «ossessionata da Diana» che incarna «la definizione stessa del cattivo copione». Fanno discutere i vari «fantasmi» utilizzati come escamotage dagli sceneggiatori per rappresentare la persistenza, nell’immaginario dei reali e del pubblico, della principessa che torna a confortare il marito Carlo sull’aereo che ne sta riportando la salma a Londra dopo il fatale incidente. Anche Dodi appare dall’aldilà al padre Mohammed al-Fayed, ma è Lady Di che, dialogando con la Regina a Balmoral, le offre consigli su come affrontare lo shock dei sudditi per la sua scomparsa. Per il Guardian c’è un problema di fondo: i fatti sono troppo recenti per essere romanzati credibilmente. “The Crown” «aveva cominciato a vacillare nella terza stagione, perso l’equilibrio nelle due successive e ora è precipitata nell’abisso» a dispetto della performance «uniformemente brillante dell’intero cast», scrive il giornale, da sempre ostile all’istituto della corona. Polemici anche gli studiosi della Royal Family: «Come storica vorrei piangere», ha detto alla Bbc Kelly Swaby secondo cui «la qualità della produzione è altissima, ma quanto ad accuratezza “The Crown” lascia a desiderare». Nessuno sa cosa sia successo dietro le mura dei palazzi quando, ad esempio, Carlo annunciò la notizia di Diana ai figli. La serie qui si prende una «licenza artistica».
Il telefono squilla a Balmoral. Non si sente il dialogo, le bocche dei protagonisti si muovono in silenzio e lo spettatore si concentra sulle reazioni: «L’hanno fatto per ragioni di tatto? Perché puntare la macchina da presa sulla bocca di Harry che dice “no”?», ha obiettato il Times che dà alla sesta stagione due stelle.
Il secondogenito di Carlo e Diana, contrariamente a quanto riportato sui media britannici, non vedrà l’ultima stagione di “The Crown”. Il Daily Telegraph aveva scritto che Harry avrebbe guardato la serie di Peter Morgan e che il principe avrebbe chiesto a un amico di precederlo nella visione per metterlo in guardia da passaggi che avrebbero potuto provocargli traumi non necessari. E non la vedrà William, la cui love story con Kate sarà al centro delle ultime due puntate in uscita a dicembre. Nella sesta stagione Morgan è in gara con se stesso, costretto a rivisitare il periodo già coperto nel 2006 da “The Queen” con Helen Mirren protagonista: anche stavolta, ha spiegato al New York Times la “ricercatrice capo” della serie, Anne Sulzberger, resuscitare la storia è stato un gioco di delicatezze perché quasi tutti i protagonisti sono ancora in vita. Il team ha attinto a varie fonti, tra memoir, documentari e l’inchiesta governativa sulla morte di Diana e Dodi. Particolarmente importante è stata l’indagine di Scotland Yard istigata nel 2004 da al-Fayed, convinto erroneamente che Diana fosse incinta e che la coppia fosse stata assassinata dai servizi segreti britannici. L'inchiesta, che include testimonianze di amici della coppia, rivelò che Diana, a due giorni dalla morte, parlò al telefono con lady Annabel Goldsmith: «Ho bisogno di un matrimonio come di una eruzione sulla faccia», avrebbe risposto la principessa alla domanda se avesse intenzione di risposarsi.