“The look of silence” proiezione straordinaria al cinema Massimo
PESCARA. Una famiglia sopravvissuta al genocidio in Indonesia affronta gli uomini che hanno ucciso uno dei loro fratelli. Ispirato alle esecuzioni ai danni del Partito comunista indonesiano del ’65...
PESCARA. Una famiglia sopravvissuta al genocidio in Indonesia affronta gli uomini che hanno ucciso uno dei loro fratelli. Ispirato alle esecuzioni ai danni del Partito comunista indonesiano del ’65 per opera dell’organizzazione paramilitare Pancasila Youth, guidata da Anwar Congo ecco “The look of silence” docufilm di Joshua Oppenheimer con Adi Rukum, Gran premio della giuria all’ultima Mostra del cinema di Venezia e uscito lo scorso 11 settembre: questa sera alle ore 20,30 proiezione straordinaria cine-teatro Massimo di Pescara. Se fosse stato per Tim Roth, The Look of Silente sarebbe Leone d'oro. L'attore, solitamente compassato, non si è fatto problemi e ha dichiarato, in barba alla riservatezza a cui dovrebbe attenersi ogni giurato, che a lui non bastava dare il Gran premio della giuria all'opera che ha raccontato mirabilmente il massacro dei comunisti indonesiani degli anni 60, «un capolavoro, un film che commuove al di là di ogni parola possibile, come vedere i propri figli nascere». Anche dopo una lunga riunione con i colleghi, non aveva cambiato idea: il suo vincitore è ancora quello che Errol Morris ha definito «uno dei documentari più grandi e potenti mai girati, un intenso commento alla condizione umana». «I massacri indonesiani del biennio 1965-66, al pari delle vittime dell'invasione indonesiana della metà orientale di Timor dal 1975 in poi», ha osservato Noam Chomsky, «non hanno innescato campagne dei media e la ragione è chiara: l'Indonesia è un paese alleato e satellite degli Stati Uniti, che ha adottato la politica della porta aperta agli investimenti occidentali».