Tiromancino, la festa è a Francavilla

24 Giugno 2017

Zampaglione: «In piazza Sirena presenteremo un mix molto intenso tra passato e presente»

«Nelle mie canzoni cerco sempre di mantenere un’identità e una personalità forte, senza mai svendermi con i tormentoni estivi, ma cercando sempre di tirare fuori qualcosa di più: sviscerare un’emozione o trasmettere un sentimento, ad esempio, ma anche lasciarmi ispirare da generi diversi come il cinema, l’arte o la letteratura». Parola di Federico Zampaglione, fondatore e voce storica dei Tiromancino, una delle band italiane più famose degli ultimi anni. I Tiromancino, stasera alle 21, si esibiranno in un concerto gratuito in piazza Sirena a Francavilla, in cui ripercorreranno i più grandi successi che hanno segnato la storia del gruppo romano. La tappa abruzzese fa parte del tour estivo denominato “Dove tutto è a metà”, arrivato dopo il successo della tournée invernale nei teatri che ha registrato diversi sold-out. La popolarità facile non è mai stata nelle corde di Zampaglione, che come racconta in questa intervista al Centro continua, album dopo album e canzone dopo canzone, a cercare di aggiungere un tocco personale al panorama musicale italiano attraverso contenuti di qualità, sonorità e arrangiamenti frutto di un lungo lavori di ricerca e sperimentazione.
Che cosa è cambiato dai Tiromancino della “Descrizione di un attimo”?
È passato tanto tempo, ma l’approccio alla musica di qualità è rimasto lo stesso. La band mantiene il suo stile integro, senza omologazioni o compromessi, un’identità e una personalità forti. Non ci svendiamo con i tormentoni estivi, ma ricerchiamo sempre qualcosa di più.
Come si fa a comporre sempre testi e musiche semplici e diretti, che trasmettono messaggi chiari e mai banali?
Mantengo alto il livello perché faccio quello che più mi piace. Non cerco mai il colpo a effetto a ogni costo o scrivo i brani soltanto per vendere, senza una reale identità dietro. Non l’ho mai fatto e mai lo farò. La qualità della canzone è al primo posto, poi ci sono le sonorità, gli arrangiamenti, il mix di ricerca e sperimentazione.
“Dove tutto è a metà” è anche il titolo del romanzo scritto a quattro mani con Giacomo Gensini: dove nasce questa contaminazione tra generi diversi?
Nasce dalla considerazione che l’arte non ha bisogno di confini, ma di avere delle idee e delle cose da dire. Poi il modo di esprimerle può sempre cambiare: se ci sono diversi personaggi all’interno di una storia, questa va raccontata con un libro, poiché con una sola canzone sola non si riesce. In altri casi ho portato avanti progetti visivi con i film, ma anche con la regia dei videoclip. L’occhio artistico non può restare fermo soltanto su un aspetto, altrimenti tendiamo a ripeterci, ma deve far coesistere generi diversi perché più ti lasci ispirare e più il tuo viaggio artistico diventa avvincente.
Che concerto sarà a Francavilla?
Un live di due ore in cui si alternano i pezzi recenti tratti dall’album “Nel respiro del mondo” con i brani più conosciuti e movimentati e le romantiche ballate storiche: un mix molto intenso tra passato e presente. Il pubblico ne resterà contento.
L’ultima volta che ha cantato in piazza a Pescara per l’Epifania è salito sul palco anche suo padre, con il quale ha scritto diversi testi, ci sarà anche a Francavilla?
Ricordo bene quel concerto: c’erano migliaia di persone che cantavano e ballavano nonostante un freddo epocale. Mio padre è un mio grande fan, un grande amico con il quale condividere percorso più che un genitore in senso stretto. Quando non siamo troppo lontani da Roma mi raggiunge poiché ama collaborare con me ai miei testi ed è un grande appassionato di arte, cinema e letteratura, ma non credo che ci riuscirà a venire anche stavolta.
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