Tom Petty muore a 66 anni Addio a una leggenda rock

Il cantante americano ucciso da un infarto nella sua villa a Malibu in California Bob Dylan: «Era un grande artista pieno di luce, non lo dimenticherò mai»
«È una notizia scioccante e terribile. Ero un suo grandissimo ammiratore. Era un grande artista, pieno di luce, un amico: non lo dimenticherò mai». Bob Dylan lo ha ricordato così, Tom Petty, morto, ieri, all’età di 66 anni a Los Angeles in California, stroncato da un infarto. Lo avevano trovato senza coscienza nella sua villa di Malibu, nella notte fra domenica e lunedì. In ospedale a Santa Monica è giunto senza attività cerebrale ormai, rianimato dalle macchine per un po’ prima della fine.
Ha attraversato gran parte della storia del rock, il chitarrista e cantante texano (era nato a Gainsville il 20 ottobre del 1950), incrociando la sua strada con i miti di quella musica: da Bob Dylan con il quale aveva diviso il palco in un lungo tour nel 1986 e nel 1987, a un ex Beatle, George Harrison, con cui, due anni dopo, aveva messo insieme il supergruppo dei Traveling Wilburys (gli altri membri erano Dylan stesso, Jeff Lynne e Roy Orbison).
Era arrivato sulla scena del rock, alla metà degli anni Settanta con il suo gruppo, gli Heartbreakers. In un periodo dominato dal punk e dalla new wave, Petty era andato controcorrente, proponendo la sua personalissima miscela di rock classico speziato da sonorità sudiste.
Nel 1976 il primo album, Tom Petty & the Heartbreakers, con la canzone Breakdown, pubblicata come singolo, che gli apre subito le porte della Top 40. Il secondo disco, You're Gonna Get It!, nel 1978 conferma le promesse dell'album di debutto, ma i singoli tratti dall’Lp (Listen To Her Heart e I Need To Know) non ripetono il successo di Breakdown. Petty stesso raccontava che in quel periodo erano considerati troppo duri per gli amanti del mainstream e troppo morbidi per i fan del punk.
Il grande successo arriva negli anni Ottanta. Con il suo album del ritorno, Southern Accents nel 1985, Petty e gli Heartbreakers ricominciano lì da dove avevano interrotto. Secondo il progetto iniziale, il disco doveva essere doppio, con una parte più acustica dedicata alla riscoperta del sud degli Stati Uniti e una parte più sperimentale alla quale collabora Dave Stewart, il musicista degli Eurythmics, all’epoca ricercatissimo produttore (sarà lui a girare le manopole nello studio di registrazione per l’album Empire Burlesque di Dylan). Ma durante le registrazioni si verificano problemi. Petty, a causa della frustrazione, si frattura la mano sinistra, tirando un pugno contro il muro. Per questo incidente, non potrà suonare la chitarra per otto mesi e questo farà archiviare il progeto dell'album doppio. Il singolo tratto dal disco è Don't Come Around Here No More prodotto da Dave Stewart. Piegandosi anche lui alle esigenze dell’era Mtv, Petty, nel video della canzone, appare vestito come il Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il tour che segue è un successo, e verrà documentato sull'album Pack Up The Plantation: Live!. Le capacità in concerto della band attirano l’attenzione di Bob Dylan che invita Petty e gli Heartbreakers a unirsi a lui durante il True Confessions Tour attraverso Stati Uniti, Australia, Giappone nel ed Europa, nel 1986 e 1987. Dopo l’esperienza con i Traveling Wilburys, che frutta due album da classifica, Petty ritorna sulla scena da solista, registrando, nel 1994, il secondo album a proprio nome, Wildflowers, prodotto da Rick Rubin, che include i singoli You Don't Know How It Feels, You Wreck Me, It's Good to Be King, A Higher Place e Honey Bee. Petty considerava questo uno dei suoi album più riusciti. Con Rubin e Lynne torna a collaborare nel 2006 per Highway Companion, ancora un disco solista, registrato con il compagno degli Heartbreakers, Mike Campbell. Il gruppo degli esordi torna al suo fianco negli ultimi anni. Nel 2010, infatti, Petty pubblica, nuovamente con gli Heartbrakers, l'album Mojo, seguito nel 2014 da Hypnotic Eye.
La morte lo ha colto pochi giorni dopo aver trionfalmente concluso un tour americano alla Hollywood Bowl di Los Angeles.
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