Ucraina: Gergiev resta al fianco di Putin Non dirigerà alla Scala

1 Marzo 2022

MILANO. Ormai è certo: Valery Gergiev non tornerà sul podio alla Scala il 5 marzo per dirigere la seconda rappresentazione della Dama di picche di Cajkovskij. Il maestro non ha infatti risposto alla...

MILANO. Ormai è certo: Valery Gergiev non tornerà sul podio alla Scala il 5 marzo per dirigere la seconda rappresentazione della Dama di picche di Cajkovskij. Il maestro non ha infatti risposto alla richiesta del Teatro di fare una dichiarazione auspicando una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina.
È stato il sindaco Giuseppe Sala, che della Scala è presidente, a confermare che «a questo punto si può escludere» un ritorno del maestro russo, amico e sostenitore di Putin. Una posizione pubblica, la sua, che lo portò a firmare una lettera di sostegno all’invasione della Crimea nel 2014. Ed è questa la differenza con altri artisti russi che ha portato La Scala e altre istituzioni musicali a prendere le distanze da lui. Ieri scadeva l’ultimatum che gli aveva dato, a nome dei Munchener Philharmoniker, il sindaco della capitale bavarese Reiter, ovvero una presa di distanze da Putin, pena la fine della collaborazione con l’orchestra di cui è direttore dalla stagione 2015/16. E anche la Rotterdams Philharmonisch Orkest ha annunciato che senza una presa di distanze di Gergiev cancellerà tutti i concerti con lui «e questo significa che a settembre non avrà luogo il Festival Gergiev». La Filarmonica di Parigi ha già annullato i concerti con il maestro russo «per solidarietà con il popolo ucraino». È di domenica l’addio al maestro russo anche del suo agente internazionale Marcus Felsner: «Alla luce della guerra criminale perpetrata dal regime russo contro la nazione Ucraina democratica e indipendente, e contro l’aperta società europea, è diventato impossibile per noi, e chiaramente sgradito, difendere gli interessi del maestro Gergiev».