Umberto Tozzi saluta con un tour di 30 date: «Ma può durare di più»

L’annuncio dell’addio (a 72 anni) da Parigi con Sangiorgi “L’ultima notte rosa” attraverserà tre continenti «forse 5»
Umberto Tozzi, tour finale di 50 anni di carriera, due anni attraverso tre continenti ma... «può durare di più», dice facendo il verso a uno dei suoi più grandi successi. L’evento di ieri nella cornice dell’Olympia di Parigi, sembra il contrario dell’annuncio di un addio: a 72 anni e dopo essersi lasciato alle spalle qualche acciacco fisico, Umberto Tozzi è in forma, pieno di progetti, sorridente, aperto alle collaborazioni – sul palco con lui Giuliano Sangiorgi – e disponibile a qualsiasi domanda.
Anche a quella che incombe da anni: «Chi era il “guerriero di carta igienica”, verso di “Ti amo” che popola da sempre l’immaginario dei suoi fan?». «Ho passato due anni molto difficili», spiega il cantautore a chi gli chiede il perché di un Final tour, «con la paura di non poter più risalire su un palco. È stato l’aspetto più grave che ho vissuto in questo brutto periodo. Per fortuna sono perfettamente riuscito a superare quei problemi, ho ripreso a salire sul palco e ho cominciato a pensare di realizzare i miei sogni. Uno, che avevo da molto tempo, era fare dei concerti con una big orchestra, in questo tour mondiale ci saranno sezioni di archi, di fiati, coristi. Questo per far sì che la mia musica, che ritengo sia abbastanza sinfonica, acquisti ancora più valore nei live. E poi, cosa che non facevo da 8 o 9 anni, in questo tour potrò finalmente cantare almeno 4 brani live inediti, che usciranno in autunno». “L’ultima notte rosa”, questo il nome del tour, si dipanerà dal 2024 al 2025, in tre continenti. Ma fin da ora, l’artista avverte: «I tre continenti possono diventare 5, le 30 date fissate finora possono essere molte di più, insomma, non abbiamo mica una data di scadenza...». «Per ora», come ripete Tozzi, sono programmati 30 concerti in Europa, America e Oceania, con un’orchestra di 21 elementi. Si parte il 17 maggio a Malta, poi il 20 giugno e il 7 luglio le due date più emblematiche per il suo saluto al pubblico italiano: Terme di Caracalla a Roma, poi piazza San Marco a Venezia.
Dopo un ritorno in Europa, arriveranno Catania e Macerata il 22 e 28 agosto, quindi Vicenza (4/9), Caserta (13/9), Milano (5/10) e Torino (12/10). Poi ancora Europa, quindi dal marzo 2025 Canada, Stati Uniti e quindi Australia, con l'intermezzo dell'11 maggio all'Olympia di Parigi. Sale sul palco ad abbracciarlo un ospite d’eccezione, Giuliano Sangiorgi, che presenta in anteprima con l’autore il video della versione speciale di “Donna amante mia”, un duetto di grande potenza, con orchestra, che sarà disponibile sulle piattaforme digitali dal 22 marzo. Un pezzo nato nel 1976, «tre anni prima che nascessi io» scherza Sangiorgi rivolto a Tozzi, «ma la tua voce, in casa mia, era già ovunque».
Non solo “Ti amo” o “Gloria”, infiniti sono i successi di Tozzi, gli «evergreen»: che segreto vorrebbe confidare ai giovani cantanti di oggi per creare pezzi che sfidano il tempo? «Non ci sono segreti per creare una canzone di successo», assicura Tozzi, «quando finiamo di scrivere una canzone non sappiamo che fine farà. Io ho avuto fortuna, i ragazzi di oggi non possono fare la musica che facevo io e i miei colleghi dell’epoca. Oggi i ragazzi scrivono cose diverse, i temi dei loro brani sono diversi, ma auguro loro di fare una carriera come la mia. I Maneskin, ad esempio, hanno fatto qualcosa di simile, sono famosi in tutto il mondo».
Alla fine arriva, fra una battuta e un ricordo, l’evocazione del mitico «guerriero di carta igienica»: «Beh», risponde con un piccolo imbarazzo Umberto Tozzi, «è un po’ difficile spiegare quel verso. Diciamo che avrei dovuto impiegare la parola m.... perché il guerriero di carta igienica altro non era che “un uomo di m...”. Ma suonava meglio così, funzionava meglio metricamente».

