Valeria Solarino in tv è Lucia Bosé, mamma e diva libera ma fragile

3 Novembre 2022

Debutta oggi la serie che svela ombre e tanti talenti di Miguel L’attrice: «Oggi non c’è più glamour, perché non c’è mistero»  

ROMA. Una diva «libera ma fragile, che ha fatto ogni scelta per passione e ha sempre spinto suo figlio verso l'autenticità»: Valeria Solarino descrive così Lucia Bosé, che ha interpretato nella serie sulla vita di Miguel Bosé, in onda da oggi su Paramount+. Il biopic, dal titolo Bosé, diretto da Miguel Bardem e Fernando Trullols, svela con uno sguardo intimo luci e ombre, debolezze e carattere esplosivo e seducente di un artista sfuggente, molto amato e dalla vita incredibile, la cui personalità è stata senza dubbio influenzata dalla madre Lucia, star sofisticata e moderna del cinema italiano, e dal padre Luis Miguel Dominguin, celebre torero spagnolo, tradizionalista e conservatore.
«Credo che più di ogni altra cosa Lucia Bosé abbia trasmesso a suo figlio la libertà: lei lo ha sempre sostenuto, spingendolo verso la passione e l'autenticità», racconta l'attrice, che a novembre tornerà in teatro con l'intenso monologo Gerico Innocenza Rosa (dedicato al percorso di transizione di Vincenzo, verso la conquista della propria identità) e prossimamente sarà al cinema nel nuovo film di Veltroni Quando. La serie si sofferma molto anche sul rapporto spesso conflittuale tra madre e figlio. «Io ho cercato di restituire ogni sfumatura di Lucia, proprio per dare vita a un personaggio a tutto tondo. Lucia era una diva, un’attrice dall'aspetto così sicuro che a volte poteva sembrare avere un atteggiamento freddo, duro anche nei confronti del figlio al quale non riusciva a dire di volergli bene», racconta. «Un conflitto che viene dalla paura costante dell'abbandono: era felice che Miguel avesse successo ma al tempo stesso non voleva stare lontano da lui. Non sapendo gestire la cosa entrava in crisi».
Dalla sessualità alla bellezza dirompente, dal talento come cantautore, attore e ballerino alla ribellione, il biopic ripercorre i momenti cruciali della vita di Miguel Bosé (interpretato da José Pastor e Iván Sánchez nelle diverse età) attraverso i flashback. Il racconto della serie (in cui ogni episodio è incentrato su una canzone) si svolge durante la promozione dell’album multi-platino Papito, un momento speciale per Miguel, che decide di realizzare un sogno a lungo rimandato: diventare padre. Non teme l'opinione di Miguel Bosé, la Solarino, «ma sono davvero curiosa di conoscere il suo giudizio», dice. «Immagino cosa possa aver provato a rivedersi in questo racconto. Noi narriamo la sua storia e ogni personaggio, anche quello che interpreto io, è in relazione a lui».
Per interpretare Lucia Bosé, l’attrice si è preparata con cura. «Sono andata a cercare tutto quello che ho potuto e grazie alla sua biografia ho scoperto una persona molto fragile, che nella vita ha sofferto la solitudine. Così si spiega il forte attaccamento che aveva verso i figli. Soprattutto nei confronti di Miguel», dice, augurandosi che il pubblico «segua la serie in lingua originale. Ho fatto un grande lavoro sulla lingua e non ho voluto essere doppiata, perché mi piacciono le cose autentiche». Un compito difficile interpretare la diva italiana nelle varie fasi della vita, dai 30 agli 80 anni. «Sì, è stato fatto un lavoro pazzesco di trucco », conferma, «è stato interessante cercare di mantenere la sua eleganza e anche buffo vedermi più o meno come sarò a 80 anni».
Lucia Bosé era emblema di un divismo che non c'è più. «Oggi è cambiata la società e i mezzi di comunicazione. Le notizie sono di più e molto più veloci, e la nostra attenzione è cambiata: ci soffermiamo poco sulle cose e non c'è più il glamour perché non c'è più il mistero».