Venezia si commuove per Priscilla ed Elvis e ride con Woody Allen

5 Settembre 2023

La vedova del re del rock’n roll (78 anni) in lacrime alla fine del film di Sofia Coppola: «Era il mio amore»

VENEZIA. La dichiarazione d’amore di Priscilla Presley al suo Elvis per sempre, il lucido Woody Allen che a 87 anni fa ancora commedie divertenti che funzionano ad orologeria, l’attualissimo invito da Leone d’oro del giapponese Ryûsuke Hamaguchi a trovare l’equilibrio con la Natura nel sesto giorno di Venezia 80.
C’era attesa per il nuovo film di Sofia Coppola, Priscilla, tratto dalle memorie Elvis and Me della vedova del re del rock'n roll, con due giovanissimi attori protagonisti: l’americana Cailee Spaeny e l’australiano di Euphoria Jacob Elordi. Un film che dopo l’Elvis di Baz Luhrmann torna a raccontarci Presley, ma da un’angolatura nuova, quella della moglie, conosciuta nella base di Wiesbaden e sedotta quando era una bambina al primo anno di superiori mentre lui, già famoso, faceva il militare. Il film ricostruisce il legame, inizialmente ostacolato dai genitori di lei, il fascino subito, la gabbia dorata di Graceland, un legame intimo e possessivo, e poi il matrimonio, la nascita di Lisa Marie e l’addio di lei, 5 anni prima della morte prematura della star del rock.
La presenza di Priscilla Presley, 78 anni molti dei quali sottratti pesantemente dal chirurgo estetico, è stata l’emozione di giornata. La vedova, che ha pianto a gennaio l’assurda morte della figlia Lisa per un’occlusione intestinale, ha detto: «È difficile da guardare un film su se stessi, la propria vita, il proprio amore. La fine del film quando lei va via è la cosa che più mi ha emozionato». E poi ha ricordato: «È stato molto difficile per i miei genitori capire la storia mia e di Elvis, c’era una grande differenza di età e l’interesse che lui provava per me non era comprensibile. Ma io ero lì ad ascoltarlo, lui mi raccontava tutto, i suoi timori, le sue speranze, la perdita della madre che non ha mai superata. Era un’attrazione unica, non ho mai avuto sesso con lui come magari le persone potevano pensare, era gentile, rispettava la mia età. E quando io l’ho lasciato non era perché non lo amassi. Elvis è stato l'amore della mia vita, ma non riuscivo più a condividere il suo stile di vita. Il nostro è stato un legame per sempre e mi sono assicurata che vedesse nostra figlia Lisa e così è stato», ha concluso tra le lacrime.
Applausi e divertimento in Coup de chance, il nuovo film francese di Woody Allen, ieri fuori concorso, una storia alla Match Point in cui mescola da par suo l’amore, il desiderio, le coincidenze, il giallo, suoi classicissimi argomenti qui declinati in una storia di adulterio tra due ex compagni di liceo. Fanny (Lou de Laâge), che si occupa di aste d’arte ed è sposata con un riccone di Parigi (Melvil Poupaud) incontra per caso lo spiantato romanziere Alain (Niels Schneider). Un colpo di fulmine con conseguenze tragiche e un epilogo geniale. Quando tornerà a girare nella sua New York? «Ho già una bellissima idea da girare nella mia città. Se qualche folle si fa avanti e dice che vuole finanziarla, io sono pronto», ha risposto il regista che per le note vicende da qualche anno è in crisi con il suo Paese. «Sono sempre stato molto fortunato nella vita. Ho avuto genitori che mi amavano, moglie e figli e, a quasi 88 anni, non sono mai stato un giorno in ospedale. Anche come regista poi mi è andata bene e spero che questa fortuna continui. Quanto alla morte, non c’è nulla che si possa fare contro di lei, è davvero una brutta cosa che esiste. Possiamo solo non pensarci, distrarci». Nell’altro film in concorso Evil does not exist del premio Oscar Hamaguchi Ryusuke (Drive My Car), una storia di montagna, di resilienza, di comunità solidale e di necessità di rispettare la Natura avendo cura che sia in equilibrio con l’uomo pena la sopravvivenza. Al centro le persone di un villaggio vicino Tokyio dove si conoscono tutti e dove abitano il tuttofare Takumi e sua figlia Hana. Tutto potrebbe cambiare quando una società propone loro il progetto di costruzione di un glamping, un campeggio di lusso, che porterebbe loro una ricchezza per la quale non sono disposti a sacrificare l'acqua di sorgente, i boschi, i cervi insomma l'equilibrio ecologico.