Vento giovane su cover classiche sotto il segno di Lucio Dalla

5 Marzo 2021

Sangiorgi apre con 4 marzo 1943, poi i duetti emozionanti dal cantautorato al rock  Amadeus “vittima” di Ibra e Mihajlovic, Fiorello “vede” il futuro di Zingaretti dalla D’Urso

È una data importante per la musica tutta quella della terza serata del Festival: Lucio Dalla nasceva in questo giorno 78 anni fa. Ed è con una delle canzoni più belle del cantautore bolognese mancato troppo presto, 4 marzo 1943, che si apre la serata delle cover (una scelta di brani emozionanti, tra citazioni, nostalgia e autentiche “botte” adrenaliniche, votati dall’orchestra)e dei duetti di Sanremo, in una intensa interpretazione dei Negramaro nella versione originale, non censurata, del celebre verso: «E anche adesso che bestemmio e bevo vino, per ladri e puttane sono Gesù Bambino», a 50 anni da quando Lucio lo presentò a Sanremo nel 1971 e nel giorno dunque del suo compleanno. Poi il leader del gruppo Giuliano Sangiorgi si concede un toccante monologo sul ruolo della canzone d’autore tra citazioni dello stesso Lucio Dalla (Come è profondo il mare) e Fabrizio De Andrè (Anime salve) che anticipa l’esecuzione di Meraviglioso, lo storico brano di Domenico Modugno riportato in vetta alle classifiche dai Negramaro con la loro celebre versione uscita del 2008.
«Perché Sanremo è Sanremo», ripetono Amadeus e Fiorello reduci da una cascata di riflessioni in sala stampa con dirigenti Rai al fianco sul calo di ascolti del difficile Festival 2021, canticchiando la sigla tormentone e dedicando ancora un omaggio «a due grandi maestri, Pippo Caruso e Pippo Baudo». E sarà anche senza pubblico a navigare in una mare di restrizioni e limiti, ma ci si mette anche un bel po’ di sfortuna a colpire il Festival dell’era pandemica: effetto pesce per Fasma nel duetto con Nesli: il microfono non funziona e lui canta a vuoto. Amadeus interrompe e fa ripetere. Poco prima qualche problema tecnico anche per Noemi e Neffa, che ha condizionato anche la loro esibizione. Difficoltosa pure l’esibizione della ragazzina abruzzese dalla grande voce, Casadilego/Elisa Coclite che con i capelli più azzurri che mai e vestita con un tenero abito che ricorda i grembiuloni delle Holly Hobbie affianca Francesco Renga nel brano portato al successo da Ornella Vanoni Una ragione di più.
La comicità a Sanremo quest’anno non rinuncia alla politica, filone che Fiorello ha abbracciato sin da subito e che porta avanti anche citando se stesso: «Sono affranto, tu non lo sai Amadeus perché non leggi, non vai sui siti», attacca dopo i primi duetti: «Io qui mi ero limitato a fare due battutine su Zingaretti... E tu Nicola che fai? Ti dimetti? Ma si può essere così suscettibili per due battutine... Ha detto “mi dimetto, mi vergogno, qui si parla solo di poltrone”. Ma che altro posso fare io qui, di che altro posso parlare?», incalza indicando le poltrone vuote della platea. «Adesso mi sento in colpa per gli amici del Pd». Insomma incursione esilarante dedicata alle dimissioni del segretario dem, che lo showman aveva citato nella prima puntata nel monologo con le poltrone vuote. Poi azzarda una previsione politica: «Secondo me succede questo: Franceschini diventa segretario. Ora, Zingaretti, posso darti un consiglio? Le opzioni sono due, o si candida a sindaco di Roma o va a fare l’opinionista dalla D’Urso». Direttamente dalle passerelle parigine scende perfetta le temute scale dell’Ariston la top model Vittoria Ceretti: «È un'emozione pazzesca, quando sfiliamo non possiamo guardarci intorno, invece è molto più emozionante, stupendo», dice la super top model bresciana, a 22 anni tra le più richieste al mondo, bellezza eterea, abito nero bordato di ruches. Alla modella il compito di lanciare un medley della Rosamunda di Gabriella Ferri che “spacca”: energia che va a mille quella degli Extraliscio e Davide Toffolo con Peter Pichler scatenati in una versione dagli echi balcanici: ah se ci fosse il pubblico... «tutti a ballare, non si riuscirebbe a stare fermi, di certo state ballando a casa» osservano Ama e Fiore. Dalla polka al rock senza battere ciglio: i Maneskin portano sul palco il loro coach e mentore Manuel Agnelli per una versione teatral-caliente di Amandoti di Gianna Nannini: l’orchestra è diretta dal concentratissimo maestro abruzzese Enrico Melozzi. Amadeus ruba la gag a Fiorello e a gioca con le telefonate a sorpresa. Il messaggio è di Vasco Rossi: «Vi abbraccio forte, c’avete un bel da fare, vi sono vicino», dice il Blasco al quale Fiorello aveva dedicato mercoledì la canzone-parodia “Gli scavi sopra”, annunciandola come un inedito del rocker. Musica nuova a Sanremo, perché ci sono veramente tanti giovani con una giovane musica italiana e perché sono freschi gli arrangiamenti dei classici: così torna a Sanremo con Bugo e i Pinguini tattici Nucleari Un’avventura che Lucio Battisti portò nella sua prima e unica apparizione al Festival nel 1969 con Wilson Pickett. Esordisce addirittura il cantautore meno festivaliero di tutti Francesco Guccini con la bella Cyrano registrata da Irama costretto in isolamento ma sempre in gara, introdotto dall’artista emiliano. Riemerge il poeta Sergio Endrigo di Io che amo solo te per una Orietta Berti melodica e convincente.
«Io non sono la sclerosi multipla, sono Antonella Ferrari»: momento forte con l'attrice, testimonial dell'Aism, che racconta il suo calvario tra mille analisi fino alla diagnosi che è un momento di liberazione: «Da oggi potrò smette di avere paura della paura, sarò semplicemente io, in cammino, luminosa anche quando sarà buio». Poi ringrazia Amadeus,: «Sognavo fin da piccola di essere qui. E poi è ossigeno puro per me che da un anno sono ferma senza lavorare». A introdurre la performance dell'attrice, una riflessione di Amadeus sui teatri chiusi: «Facciamo un gran tifo per il teatro, è uno straordinario racconto della vita». Zlatan Ibrahimovic entra in scena solo alle 23 passate. Causa incidente in autostrada da Milano e arrivo rocambolesco. «Dopo tre ore fermi in macchina, ho chiesto all’autista di farmi scendere. Ho fermato un motociclista e gli ho chiesto di portarmi a Sanremo», racconta l’attaccante. « meno male: era un milanista. Dovevate venire tutti da me mercoledì perché se Zlatan non va a festival, festival va a Zlatan». Che poi chiacchiera affettuosamente di amicizia e sport con Siniša Mihajlovic, due campioni della vita.