Virginia Raffaele mattatrice in tv «Giocherò come una bambina»

13 Maggio 2017

ROMA. «Io mi diverto come fossi su una giostra. Quando mi chiedono “cosa volevi fare da grande?” rispondo: assolutamente questo». Dopo il successo a Saremo e i “tutto esaurito” a teatro con...

ROMA. «Io mi diverto come fossi su una giostra. Quando mi chiedono “cosa volevi fare da grande?” rispondo: assolutamente questo». Dopo il successo a Saremo e i “tutto esaurito” a teatro con “Performance”, Virginia Raffaele debutta nel suo primo one woman show televisivo e lo intitola proprio come i giochi dei bambini: “Facciamo che io ero”, dal 18 maggio in prima serata su Rai2, per quattro puntate prodotte con Ballandi Multimedia (le successive il mercoledì). «Quando parti da tanto lontano e arrivi lì dove sognavi è una soddisfazione professionale ma anche tanto umana», racconta lei. Il suo show, la Raffaele lo ha pensato con un circo a tre piste, tra atmosfere anni '30, a ricordare, dice, «le mie origini, i miei nonni, l'avanspettacolo». Lì si alterneranno le sue maschere, da Ornella Vanoni a Sabrina Ferilli, Marina Ambramovic, Belen Rodriguez, ma anche nuovi personaggi top secret. «Saremo a Cinecittà, nello Studio5», dice solo, «qualcosa legato a Fellini ci sarà».
Ma questa volta la Raffaele interpreterà anche se stessa e accoglierà ospiti «veri». Nella prima puntata, attesissimo passo a due tra la sua Carla Fracci e il vero Roberto Bolle e Gabriel Garko intervistato al Donatella Versace Late Night. «Non so se con la maschera mi nascondo o mi espongo», riflette lei, «perché a volte, se sei qualcun'altro, quello che dici prende una doppia velocità. Ma più che imitazioni, le mie sono interpretazioni attoriali. Cerco di reinterpretare le persone. Ho studiato tanto Franca Valeri, Monica Vitti, Bice Valori, Alida Valli, Anna Marchesini. E quando oggi sono al trucco mi sembra di tornare piccola quando mamma mi mascherava per carnevale. Ero tesissima, come se dovessi davvero interpretare la Fata Turchina. Purtroppo a 8 anni mi ha mascherato da vecchia: ho camminato per un giorno intero gobba. Faccio spesso satira di costume. Guarda caso, a volte, coincidono. Io il Crozza della Rai? È un complimento, ma io lavoro sul trasformismo, lui più sulla satira. Ci unisce il fatto che fatichiamo molto per prepararci. Come scelgo i personaggi? Mi piace il mondo o le esperienze che mi arrivano, l'interpretazione più che l'effetto. Come quando vidi la Milo da Fazio, con quella sua visione così fanciullesca della vita. Mi sono detta: per 5 minuti voglio essere quella persona lì. E allora studi, diventi il Tom Ponzi di quella persona. Ma vai di coerenza, come quando misi la parolaccia in bocca alla Fracci e poi lei mi raccontò che quando Nureyev la strattonava troppo qualcosa le scappava».
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