Vite, rinascite e misteri: sul palco dell’Aquila l’ironico noir “Karma”

L’AQUILA. Il termine “Karma”, secondo la Treccani, indica «nella terminologia religiosa e filosofica indiana, il frutto delle azioni compiute da ogni vivente. Esso determina una diversa rinascita...
L’AQUILA. Il termine “Karma”, secondo la Treccani, indica «nella terminologia religiosa e filosofica indiana, il frutto delle azioni compiute da ogni vivente. Esso determina una diversa rinascita nella scala degli esseri, e gioie o dolori durante la vita seguente». E “Karma” si intitola la commedia che chiude la Stagione teatrale aquilana organizzata dal Tsa, in scena domani 4 aprile, ore 21, e in replica venerdì 5, alle 17.30 e alle 21, al Ridotto del teatro comunale dell’Aquila, , traduzione e regia Alessandro Maggi, con Gaia Aprea e Andrea Bosca, scene e costumi Lorenzo Russo Rainaldi, light designer Marco Palmieri. Una produzione Teatro Nazionale di Genova, Teatro Civico La Spezia, Teatro Stabile d’Abruzzo, Stefano Francioni Produzioni. La commedia parte da un antefatto originale: dopo chissà quante esistenze trascorse in chissà quali epoche e luoghi, due anime si ritrovano a convivere in un mondo indefinito e cercano risposte sul loro passato e sul loro futuro, durante la transitoria permanenza tra una vita e l’altra. Chi sono stati? E in chi si reincarneranno? Ma soprattutto perché vivono insieme in questo tempo di passaggio? Il mistero è fitto, ma gradualmente nuovi elementi vengono a galla, mentre quell’epoca parallela mostra quali sono le ferree regole da rispettare per determinare il processo di reincarnazione possibile. Drammatico, comico, profondo, ironico e sarcastico, il filo che lega i due personaggi della pièce è come la vita stessa: una tavolozza di colori dalle più diverse sfumature. Xavi Moratò, autore catalano tra i più rappresentati in Spagna, pluripremiato, è già approdato sui palchi italiani, con grandi apprezzamenti con le sue taglienti commedie dalle forti tinte noir.