Vittorie e drammi: i film in uscita spiano la famiglia

In sala la scalata dei Williams, l’eutanasia in casa Germano padre crudele. E l’horror cult “Scream”
Tra i nuovi arrivi nei cinema questa settimana spazio all’horror con un titolo come “Scream” che fa vibrare tutti gli appassionati del genere. Le altre quattro nuove uscite sono legate, in vario modo, al tema della famiglia, vista in chiave thriller in “America Latina” dei gemelli D’Innocenzo, oppure analizzata nel rapporto con il padre come in “È andato tutto bene” di Ozon ma anche per altri versi come in “King Richard” con Will Smith fresco vincitore di Golden Globe, e infine nel desiderio di maternità come nel giapponese “True mothers”.
SCREAM Dopo la scomparsa nel 2015 del creatore Wes Craven, sembrava scontato che il filone di “Scream” si sarebbe esaurito. Invece ecco il quinto capitolo con la regia a 4 mani di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett. Si ricomincia, con rispetto cronologico, 25 anni dopo l’apparizione del sanguinario killer Ghostface col viso coperto dalla maschera bianca deformata. Altri adolescenti sono destinati a fare una brutta fine, ma nel tentativo di salvarli tornano in azione l’ex sceriffo con la moglie (David Arquette e Courteney Cox) e soprattutto Sidney Prescott (la veterana Neve Campbell) che finora è sempre riuscita a sfuggire alle micidiali pugnalate del massacratore. Si salverà anche stavolta?
AMERICA LATINA I brividi non mancano anche in “America Latina”, per la regia dei visionari gemelli Damiano e Fabio D’Innocenzo. Il titolo è un gioco di parole perché in realtà riguarda la città del Lazio dove vive felicemente un dentista, interpretato con sempre impeccabile qualità da Elio Germano. È un professionista stimato, ha una bellissima famiglia con due figlie e possiede una magnifica villa. Ma un giorno quando scende nello scantinato fa una sconvolgente scoperta che lo lascia senza fiato e che rimette totalmente in discussione la sua intera esistenza. Non sfugge la valenza metaforica della discesa nei meandri più profondi dell’inconscio.
È andato tutto bene recita il titolo del film di François Ozon, ma non va inteso in senso soltanto gioioso bensì con ampie sfumature, com’è nello stile del regista francese. Al centro della vicenda, infatti, c’è il delicato rapporto tra una figlia e il padre (Sophie Marceau e André Dussollier, entrambi bravissimi) gravemente malato. L’anziano ha avuto una vita intensa e piacevole ma ormai, colpito da un ictus, desidera solo una morte dignitosa. E la gravosa richiesta che fa alla figlia è proprio quella di aiutarlo a porre fine alle sue sofferenze, mettendo la donna di fronte a un dilemma che incide profondamente nelle convinzioni personali.
Una famiglia vincente
King Richard Sono assai noti i successi tennistici delle sorelle Venus e Serena Williams. Molto meno conosciuto è l’importante ruolo avuto da loro padre nella costruzione delle due così brillanti carriere sportive. Lo racconta il regista Reinaldo Marcus Green in “Una famiglia vincente - King Richard” con Will Smith che per questa interpretazione ha appena vinto il Golden Globe come miglior attore drammatico. Proprio il genitore delle Williams ha avuto l’intuizione di vedere nelle figlie un futuro da grandi tenniste. E con assoluta determinazione le ha allenate, pur vivendo in un quartiere degradato di Los Angeles, fino al coronamento del sogno.