“Vorrei Mangiarti”, debutto in patria per Pep Marchegiani

2 Febbraio 2016

PESCARA. Debutto in patria per l’artista Pep Marcheguani. Domani, alle 17 al museo d'Arte moderna “Vittoria Colonna” verrà inaugurata “Vorrei Mangiarti – Voce del Verbo Cannibale”, personale di uno...

PESCARA. Debutto in patria per l’artista Pep Marcheguani. Domani, alle 17 al museo d'Arte moderna “Vittoria Colonna” verrà inaugurata “Vorrei Mangiarti – Voce del Verbo Cannibale”, personale di uno degli artisti più diretti e irriverenti, esponente di rilievo dell'arte contemporanea. Per l'artista nato a Montesilvano si tratta di un vero e proprio “esordio” a Pescara, dove espone per la prima volta. Un evento culturale, artistico e insieme sociale – perché coinvolge anche l'Agbe e l'istituto d'arte Bellisario – che andrà avanti fino al 29 febbraio.

«Lavoro da un po’ a questo progetto», confessa Marchegiani, «e sono davvero molto emozionato di portarlo a Pescara, dove non avevo ancora mai esposto. “Vorrei Mangiarti-Voce del Verbo Cannibale” è un modo per dire che siamo vittime del consumo, produciamo il bello ma è un boomerang: l'essere umano, per sua natura, è avvezzo a produrre oltre i propri bisogni, accumula e smaltisce gli scarti nei mari, nei cieli e all'interno della propria mente. Questo il concept dell'esposizione, che è itinerante, presentata in anteprima alla Biennale di Venezia e a Bari. È una somma di riflessioni sui luoghi comuni contemporanei legati al mondo dell'alimentazione, ma anche e soprattutto a quello dell'ambiente e mette insieme rappresentazioni di un futuro che mi auguro non vedremo mai». L’artista-provocatore ha voluto che il suo nuovo progetto guardasse anche alla promozione di talenti e alla solidarietà: «Da tempo collaboro con l'istituto d'arte Bellisario dove mi sono formato», spiega, «e una rappresentanza di 16 studenti farà parte integrante della mostra con video installazioni sul senso dell'esistenza che saranno proiettati fino al 10 marzo all'Urban Box. Sempre lì farà base il progetto di sostegno solidale legato al mio impegno nel mondo della moda, con le magliette di My Tshirt che sosterranno l'associazione genitori bambini emopatici a cui siamo vicini». «Marchegiani utilizza oggetti tratti dall'”immaginario popolare” accostandoli tra loro in maniera, oserei dire, inquietante», si legge nel testo critico di Anita Di Michele, «che si danno come simboli evocativi di una memoria affettiva semplice e rassicurante, ma che diventano metafore di ciò che l'umanità non doveva diventare. Il tema di ogni opera, soggetto, idea è una dichiarazione di poetica e al tempo stesso una presa di posizione nei confronti della realtà deturpata, strappata alla rassicurante certezza di elementi “altri” che spariscono per turbare lo spettatore».

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