È morto Sironi, Montalbano perde anche il regista

A 20 giorni dalla scomparsa di Camilleri. Fu lui a scegliere Zingaretti per il ruolo del commissario
ROMA. Provinò tre attori per il ruolo del commissario Montalbano ma poi scelse Luca Zingaretti. Come reagì alla scelta, Andrea Camilleri, lo scrittore, scomparso venti giorni fa a 93 anni, autore dei racconti e dei romanzi della saga di Montalbano Alberto Sironi, morto, ieri ad Assisi, a 79 anni, lo raccontò al Centro, nel 2016: «Lui conosceva Luca dai tempi in cui gli aveva insegnato all’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico e lo stimava. Quando seppe della scelta, mi chiamò e mi disse: “Perché proprio pelato?”. E io: “Guarda, Andrea, che è molto bravo”. Ma lui è sempre stato molto rispettoso, molto attento nel controllare le sceneggiature». La scomparsa di Alberto Sironi, regista della serie tv tratta dai libri di Camilleri, è un'altra perdita per la grande famiglia del commissario Montalbano. Sironi, lombardo di Busto Arsizio, aveva diretto i film tv basati sui romanzi del celebre scrittore siciliano fin dal 1999. Sironi aveva scoperto di recente di essere malato, ma questo non gli aveva impedito di mettersi dietro la macchina da presa dei nuovi tre episodi della serie. Con il peggiorare delle sue condizioni era stato lo stesso Luca Zingaretti a prendere in mano la regia nell'ultimimo periodo delle riprese. L'ultimo ciak il 26 luglio scorso. Luca Zingaretti lo ha ricordato con un post, ieri, sul suo profilo Instagram: «Quante volte ci siamo mandati a quel paese, quante volte hai cucinato per noi, quante battaglie abbiamo condiviso, quante scene abbiamo riscritto, quante volte ci siamo detti ok, quante volte mi hai compreso, mi hai appoggiato, mi hai confortato. Quante volte hai minimizzato dove gli altri avrebbero ingigantito. Sei stato l'unico regista che quando davi motore cominciavi a raccontare le barzellette. Gli altri chiedevano il silenzio, tu raccontavi di Alberto Sordi. Che sapienza, che cultura - prosegue l'attore - che simpatia, che leggerezza, che signorilità, che gentiluomo eri. Quante volte, se riconoscevi che avevo ragione, hai detto 'ok, la tua idea è migliore facciamo come dici tù senza sentirti minimamente sminuito, perché avevi un animo grande. Perché ci stimavamo e ci volevamo bene. In poco tempo è la seconda volta che piango un complice di questa avventura - sottolinea ancora l'attore, alludendo alla scomparsa di Andrea Camilleri, morto il 17 luglio scorso - che ci accomuna da tanto tempo. È penoso, è duro, è proprio un anno di merda! Addio amico mio!».
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