I vannacciani d’Abruzzo a rapporto da Alemanno: «Il generale premier entro 10 anni»

Grande affluenza dalla nostra regione per l’evento organizzato da Futuro Nazionale a Orvieto. Il generale: «L’idea dell’uomo che abbiamo è Ulisse che stermina i proci»
ORVIETO
«Vannacci a Palazzo Chigi entro dieci anni, a patto che la nuova destra non ripeta gli errori del passato». Con questo scenario tracciato da Gianni Alemanno, ex ministro ed ex sindaco di Roma, nei confronti dell’ex generale alla guida di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, è calato il sipario sulla tre giorni di Orvieto. L’evento, cominciato venerdì scorso e organizzato dallo stesso Alemanno, ha segnato il debutto di «un’alternativa radicale» decisa a rompere gli equilibri con la Lega e Fratelli d’Italia, escludendo accordi con «i moderati della coalizione di governo». Tra le fila dei sostenitori dell’ex generale spicca anche la delegazione abruzzese, composta (fra gli altri) da: Valeria Toppetti, Toni Di Gianvittorio, Carola Profeta, Cristian Orta, Sabrina Bocchino, Lorella Parisse, Simone Angelosante, Fabrizio Piscione e Antonella Trabucco.
IL PATRIARCATO OMERICO
Ancora una volta, il programma presentato da Vannacci torna sui «valori identitari» legati al concetto di «patriarcato mediterraneo». Fra i punti principali emergono anche l’opposizione alla maternità surrogata, l’abolizione del reato di femminicidio, la contrarietà al riarmo e la richiesta di interrompere gli aiuti militari all’Ucraina, per poi chiudere con il suo cavallo di battaglia: la remigrazione. La linea politica prevede inoltre un posizionamento politico affine al modello di AfD (partito politico tedesco di estrema destra). «Noi proteggiamo la nostra famiglia anche con il patriarcato mediterraneo che non è oppressione, possesso e violenza. Queste sono deviazioni», dice l’ex generale. «Il patriarcato mediterraneo è rispetto, dovere, fedeltà. L’idea dell’uomo che abbiamo è Ulisse che lascia la sua terra per difendere la patria. Non cede alla bellezza di Circe, non cede alle lusinghe ma torna dalla moglie e quando arriva stermina i proci e difende la propria famiglia». Per poi annunciare il voto del suo partito contro il disegno di legge sull’antisemitismo: «Non perché ce l’abbiamo con gli ebrei, come non ce l’abbiamo con le donne quando rifiutiamo il concetto di femminicidio. Anzi, però non possiamo accettare il principio che offendere un ebreo sia più grave di offendere altri credenti».
LA DELEGAZIONE ABRUZZESE
«Orvieto è stato un momento importante per ritrovarci, confrontarci e tracciare insieme la rotta per il lavoro che ci attende», scrive in una nota la delegazione. «Torniamo in Abruzzo con ancora maggiore determinazione e con la consapevolezza delle tante sfide che abbiamo davanti. Il nostro obiettivo sarà continuare a costruire una presenza radicata sul territorio, capace di ascoltare le comunità e di dare voce alle loro istanze». Secondo la consigliera comunale Toppetti, questa è «la destra sociale che tutela lavoro, famiglia e territorio e che non si gira dall’altra parte quando incontra i bisogni degli ultimi». E prosegue: «Al centro abbiamo infatti la tutela dei giovani – che devono essere preservati dalle ideologie che li confondono – e delle donne che, pienamente uguali come diritti agli uomini, hanno in più lo speciale dono della maternità che va sostenuto sempre e in ogni situazione. Quindi no all’utero in affitto, no alla colpevolizzazione dell’uomo in quanto uomo e sì alla rinascita spirituale del paese». Mentre la Profeta, referente del comitato costituente 492, aggiunge: «Sottolineo, e me ne assumo la responsabilità, che essere di destra non è uno slogan, uno stato di WhatsApp o una storia su Instagram. Essere di destra significa conoscere la storia, sapere da dove veniamo, essere consapevoli di cosa siamo e progettare, senza tradire le nostre radici, ciò che vogliamo essere e l’orizzonte che vogliamo raggiungere».
LA PROTESTA
In concomitanza con la kermesse di Futuro Nazionale si è svolta una manifestazione di protesta organizzata da un picchetto antifascista composto da diverse associazioni del territorio tra cui l’Anpi (Assocciazione nazionale partigiani italiani). Il presidio si è tenuto ieri mattina a breve distanza dalla sede del Forum e ha visto la partecipazione di circa un centinaio di persone, tra cui anche esponenti politici come il senatore del Partito Democratico Walter Verini. Gli organizzatori hanno definito le posizioni di Vannacci sulla remigrazione, sulle donne e sui diritti civili come «idee violente, retrograde, razziste ed estranee alla convivenza civile di questo Paese».

