Abruzzo

Legge elettorale, è scontro: il centrodestra non ha i numeri, salta la seduta. «Marsilio non felicissimo...»

13 Maggio 2026

Regione Abruzzo, troppi assenti in maggioranza nel momento decisivo del voto su collegio unico e nuovi assessori. Il sottosegretario D’Amario di Forza Italia: “Il presidente Marsilio non è felicissimo, ma dovrà fare un grosso lavoro di mediazione”

L’AQUILA. Ieri, il Consiglio regionale è caduto per mancanza del numero legale. Sarà una coincidenza ma è accaduto proprio nel momento del voto su collegio unico e allargamento della giunta con altri tre assessori. Se il fatto è questo, l’interpretazione cambia a seconda del punto di osservazione: a mente fredda Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale di Forza Italia, assicura che quei banchi vuoti nell’area di centrodestra sono «la casuale assenza per motivi personali di tre colleghi di maggioranza. Terremo il punto e dimostreremo la validità delle nostre scelte»; invece, per l’opposizione, l’unità del centrodestra si rompe proprio sul cavallo di battaglia del governatore Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, cioè la riforma elettorale.

«La destra non è in grado, da sola, di sostenere il provvedimento promosso dal presidente Marsilio», dice il Patto per l’Abruzzo con Luciano D’Amico in testa; «Un consiglio disastroso per la maggioranza di destra e che ha messo in evidenza tutte le loro difficoltà interne», secondo il capogruppo Pd Silvio Paolucci; «Due volte senza numero legale sul provvedimento simbolo di Marsilio, con la maggioranza incapace di tenere l’aula durante la discussione sulla proroga della commissione per la nuova legge elettorale e sull’aumento degli assessori regionali. Troppo per parlare di semplice incidente», dicono Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini del M5S.

Il consiglio si è aperto con le condoglianze al consigliere Francesco Prospero per la morte della madre, ha attraversato indenne una serie di interpellanze e poi è andato all’aria sull’unico punto politico: la riforma della legge elettorale e il cambio di statuto per allargare la giunta (ma sempre con lo stesso tetto di spesa). È stato il sottosegretario della giunta regionale Daniele D’Amario di Forza Italia a presentare la “richiesta di proroga della durata della Commissione speciale per l’attuazione e le modifiche allo Statuto, per le modifiche alla Legge elettorale” ma mentre parlava la minoranza ha lasciato l’aula: «La richiesta nasce da ovvi motivi, plasticamente visibilmente nell’abbandono dell’aula della minoranza», dice D’Amario, «è una commissione che in precedenza, forse, non ha mai avuto tanti impegni come adesso. Il presidente», dice ancora D’Amario riferendosi a Marsilio, «non è felicissimo di questo ma sa che dovrà fare un grosso lavoro di mediazione, come stiamo provando a fare, e per questo chiediamo la proroga». «Invito i colleghi dell’opposizione a tornare in aula», interviene il capogruppo di Forza Italia Emiliano Di Matteo, «riscrivere insieme la legge elettorale e le norme statutarie è un dovere della maggioranza e anche dell’opposizione». E Di Matteo commenta la minaccia della minoranza di richiedere un referendum su Legge elettorale e statuto: «Il problema non è referendum sì o referendum no, ma populismo sì o populismo no e chi di populismo ferisce di populismo ferisce: non è parlando alla pancia della gente che si moltiplicano i consensi. Vi invito rientrare in aula e a votare la proroga».

Un invito non raccolto dalla minoranza né alla prima né alla seconda votazione dopo mezzora. E nell’elenco degli assenti figurano anche Nicola Campitelli di FdI, Antonietta La Porta di Forza Italia e Vincenzo D’Incecco, capogruppo Lega.

Il risultato è che la seduta del consiglio regionale si è chiusa in anticipo, senza toccare il tema della liquidazione coatta amministrativa della Consorzio industriale di Chieti Pescara: «Un rinvio dei lavori dovuto alla mancanza del numero legale», recita una nota dell’ufficio stampa del consiglio regionale, «oltre ad alcune assenze giustificate tra le file della maggioranza, le opposizioni hanno abbandonato l’aula in dissenso alla richiesta di proroga della durata della Commissione speciale per l’attuazione e le modifiche dello Statuto, per le modifiche alla legge elettorale».

Sospiri è certo: «Tra pochi giorni, nella seduta del 26 maggio, riprenderemo i lavori integrando ulteriori proposte legislative e atti rilevanti nell’interesse dell’Abruzzo».

«Alcune assenze erano assolutamente giustificate, mentre altre sono state purtroppo determinate da un grave lutto che ha colpito un nostro consigliere», dice il capogruppo FdI Massimo Verrecchia, «di fronte a una situazione del genere, la minoranza ha pensato bene di approfittarne per diffondere note stampa, sostenendo che la maggioranza non avesse i numeri. Un atteggiamento davvero poco rispettoso e strumentale. Addirittura si arriva a polemizzare su un consigliere che, durante l’appello, stava rientrando in Aula. Fa ancora più sorridere», prosegue Verrecchia, «il tentativo di collegare queste assenze alla legge elettorale». E il capogruppo FdI annuncia cosa accadrà: «Ricordo ai componenti della minoranza che la riforma della legge elettorale era inserita nel programma di mandato del centrodestra e noi intendiamo mantenere gli impegni assunti con gli elettori. In merito, invece, al tema degli assessorati e dell’eventuale allargamento della giunta, stiamo parlando di una norma nazionale che altre Regioni, tra l'altro di centrosinistra, come Umbria e Puglia, si apprestano già ad applicare per garantire una maggiore funzionalità amministrativa. In Abruzzo abbiamo, inoltre, chiarito che, qualora si dovesse procedere, l’operazione avverrà a costo zero».

Per l’opposizione, il retroscena è un altro: «Modificare la legge elettorale e aumentare le poltrone in giunta non serve agli abruzzesi, serve soltanto a Marsilio e alla sua maggioranza», dicono Taglieri e Alessandrini. «La maggioranza manda un sonoro schiaffo al presiedente Marsilio facendo venire meno il numero legale (erano appena 14!) per la proroga della Commissione Statuto e Legge elettorale», insiste Paolucci, «è bene ricordare che Marsilio si sta spendendo da tempo sulla questione della riforma statutaria per l’allargamento della giunta e della riforma Elettorale: queste assenze rappresentano una vera e propria sfiducia nei suoli riguardi».