Scerni

Andrea morto sul lavoro a Scerni: si indaga sulla sicurezza del silos, ascoltati i colleghi

Andrea Di Risio

17 Ottobre 2026

Sotto sequestro il macchinario della cantina usato dall’operaio stagionale 21enne

SCERNI. Un silenzio assordante circonda la Cantina sociale San Panfilo di Scerni in contrada Piano Scancello il giorno dopo l’incidente nel quale ha perso la vita Andrea Di Risio, 21 anni, studente universitario prossimo alla laurea in Scienze motorie. Il dolore per quanto accaduto impedisce a tutti di parlare: gli impianti ieri sono rimasti fermi anche se la Procura di Vasto ha posto sotto sequestro solo il silos che Andrea stava ripulendo mercoledì scorso. Al momento non è ancora stato deciso se sarà effettuato o meno un incidente probatorio, anche se la pm Silvia Di Nunzio indaga per omicidio colposo sul lavoro ed è vicina all’invio delle prime notifiche agli indagati. Si attende ora l’autopsia sul corpo di Andrea che sarà fatta lunedì prossimo dopo il conferimento dell’incarico nella sala autoptica dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti dal medico legale Pietro Falco.

Intanto le indagini si concentrano soprattutto sulle operazioni di pulizia dei silos e sul funzionamento delle eliche che puliscono i grandi contenitori. E dal momento che la normativa dispone che impianti come quello siano dotati di congegni che prevedono il rapido arresto del sistema meccanico, il nodo da scogliere è: l’elica che ha ucciso Andrea aveva il meccanismo di protezione? La magistratura valuterà la verifica della funzionalità dell’impianto per dare una risposta a questo quesito. È probabile che il controllo venga poi esteso anche ad altri silos. Il tenente Francesco Giovine, comandante della Compagnia dei carabinieri di Atessa insieme ai carabinieri della stazione di Scerni, ha acquisito le prime testimonianze. La mattina dell’incidente insieme ad Andrea c’erano altri giovani che aveva fatto il turno notturno dalle 22 alle 6 quando, all’improvviso, si è sentito l’urlo di dolore del giovane.

Le lame dell’elica hanno colpito il ventunenne alla testa e per lui non c’è stato scampo: una morte che lacera ancora di più se si considera che il contratto stagionale di Andrea terminava il 31 ottobre. Fra due settimane Andrea avrebbe smesso di lavorare nella cantina per dedicarsi a tempo pieno agli studi in vista della sessione di laurea prevista per marzo 2027. Secondo quanto trapela dalle indagini, a detta dei colleghi di lavoro Andrea «stava bene e non pareva affaticato». Particolare che escluderebbe, dunque, l’incidente dovuto ad un colpo di sonno. In contemporanea alle indagini della magistratura sono in corso anche gli accertamenti della Asl e dell’Ispettorato del Lavoro su contratti e modalità d’impiego e, stando alle prime informazioni, il contratto di Andrea era regolare.

La cooperativa conta 700 soci ed è una realtà solida e produttiva: un vanto della comunità scernese. Fondata il 28 febbraio 1966, ha portato ricchezza e lavoro nel territorio e, a distanza di mezzo secolo dalla sua fondazione, rappresenta un punto di riferimento lavorativo e produttivo per l’Abruzzo. La struttura, infatti, gestisce centinaia di ettari di vigneti nel Vastese con un fatturato che nel 2025 ha toccato 10,7 milioni di euro. Sempre secondo le prime testimonianze, i soci sono stravolti dalla morte del collega Andrea. «Questo è un momento drammatico per la famiglia del ragazzo», ha ricordato il sindaco Daniele Carlucci, «ma lo è anche per la cooperativa San Panfilo. Quanto accaduto ha suscitato un grande dolore in tutta la comunità». Non a caso il sindaco Carlucci parla di lutto cittadino: i funerali di Andrea non saranno celebrati prima di martedì e, quel giorno, a Scerni si fermerà ogni attività.

Molti compagni di Andrea – che per motivi di studio si trovano fuori regione – torneranno per dare l’ultimo saluto all’amico di una vita. Lo stesso faranno gli amici della palestra dove il ragazzo trascorreva il suo tempo libero. Per Scerni ora è tempo di dolore. Significativa la lettera di una mamma del paese: «Ciao Andrea, Scerni non ti dimentica. Il tuo nome viene sussurrato con gli occhi lucidi da tutti. Avevi solo 21 anni. L’età in cui si ha fretta di vivere non di andarsene. L’età in cui il mondo è tutto davanti con le sue promesse. Te ne sei andato lavorando. Con le mani sporche di fatica con la dignità di chi non ha paura di sudare per guadagnarsi la vita. E questo rende tutto ancora più straziante e più ingiusto. Perché chi lavora con onestà dovrebbe tornare sempre a casa. Tutti dicono che eri un ragazzo d’altri tempi: composto, gentile e di poche parole. Di quelli che non alzano la voce, ma ci sono sempre. E oggi che non ci sei più il tuo silenzio fa più rumore di mille parole. Fai buon viaggio, Andrea, e veglia sui tuoi genitori».

Una lettera che racconta che cosa rappresentava il 21enne per la comunità e quanto sarà difficile per papà Massimo e mamma Alessandra superare questo lutto. Anche il parroco, don Graziano Fabiani, è vicino alla famiglia e cercherà di sostenerla al meglio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA