Coprifuoco per i minori di 16 anni a Francavilla al mare, il consigliere Angelucci: «Non è un’idea folle, c’è chi lo ha già indetto»

L'esponente comunale della Lega difende la sua idea: «Praia a Mare è l’esempio, in estate dopo le 22 scatta il divieto di uscita per i minori non accompagnati»
FRANCAVILLA AL MARE. Non è passata la proposta di istituire il coprifuoco dopo le 22 per i minori di 16 anni che il consigliere comunale Giovanni Angelucci, esponente della Lega, aveva presentato durante l'ultima assise civica con l'obiettivo di contrastare la violenza giovanile che nelle ultime settimane ha fatto registrare l'accoltellamento di un minore e il pestaggio di un cuoco. Angelucci, a Radio il Centro Super Hit, ha espresso tutta la sua amarezza.
Ci spiega meglio in cosa consisteva la sua proposta?
«Durante il consiglio comunale di qualche giorno fa, io e il collega Rocco Cappelletti avevamo presentato un'interrogazione “generica” sulla questione della sicurezza cittadina, in particolar modo sulla necessità di ampliare i controlli e rendere ancora più efficienti gli apparati di videosorveglianza che in effetti in città sono in parte già funzionanti. In ogni caso ci siamo ricollegati proprio agli ultimi eventi che sono ormai balzati agli onori delle cronache, a cominciare dall'aggressione a sfondo razziale di un cuoco davanti a un locale».
E poi?
«Purtroppo, dalla presentazione della nostra interpellanza, datata 29 settembre, si è verificato un ulteriore gravissimo episodio: nel fine settimana scorso, infatti, un ragazzino di 14 anni ha sferrato delle coltellate a un ragazzo di qualche anno più grande e allora ne abbiamo approfittato per ampliare il discorso. In sede di consiglio comunale è stata data la parola a tutti i capigruppo e pertanto abbiamo pensato di ampliare questa nostra interpellanza con una proposta di coprifuoco, cioè un'ordinanza sindacale, perché non dimentichiamo che il sindaco è il maggiore esponente dell'organo della sicurezza cittadina».
Non è una provocazione?
«Potrebbe sembrarlo, ma non lo è neanche più di tanto. Abbiamo chiesto al primo cittadino di indire un tavolo tecnico anche con il prefetto e con il questore e poi emettere questo provvedimento».
Ma era proprio necessaria una misura così restrittiva?
«Il codice penale già punisce per abbandono di minori i genitori che lasciano liberi coloro che hanno meno di 14 anni senza il controllo degli adulti, quindi già c'è una norma penale che punisce chi non controlla i cosiddetti “infraquattordicenni”. In questo caso purtroppo parliamo di ragazzini che hanno appena compiuto 14 anni e non hanno neppure superato i 16 anni e sono secondo me assimilabili al 100% agli infraquattordicenni, non fosse altro per le interazioni che loro hanno con il mondo esterno e soprattutto con i social, le emulazioni con quei casi di violenza che purtroppo sono sotto gli occhi di tutti e vengono rimbalzati da un canale social all'altro».
Dai social al coprifuoco non è una lunga strada?
«Guardi che non ho avanzato questa proposta in maniera peregrina, sognandola di notte: ho verificato che ci sono altre città che l'hanno applicata, ad esempio Praia a Mare, che in estate soprattutto durante il fine settimane e nelle serate particolarmente affollate ha vietato ai minori non accompagnati di andare in giro e di assembrarsi dopo le 22 o dopo la mezzanotte. Lo stesso accade a Casal di Principe. A Francavilla sono avvenuti troppi casi per non poter dire che non c'è un problema».
La sua proposta, però, è stata respinta. Quindi è tutto finito?
«No, sicuramente valuterò, anche con i colleghi di opposizione, uno sviluppo che potrà essere quello di sollecitare il primo cittadino a interessare il questore e il prefetto per implementare il controllo di polizia di Francavilla, perché non è possibile che rimangano sguarniti dei tratti cittadini in maniera così evidente, tanto da consentire a gruppi di ragazzini, alle cosiddette “baby gang”, di agire magari in condizioni psicofisiche alterate. Ci sono attività commerciali che somministrano bevande alcoliche ai minorenni, e ciò necessita di un maggior controllo anche da parte dell'amministrazione e dagli enti preposti perché è inaccettabile che i ragazzini vadano in giro, così ubriachi, in maniera indisturbata».
È un problema così impellente?
«È una questione che va risolta: non possiamo dire soltanto che le famiglie sono il problema. Se un giovane a 14 anni esce con due coltelli in tasca è vero che non avrà avuto il controllo che meritava sull'uscio di casa, però tutti devono fare il loro lavoro, anche le forze dell'ordine e noi che comunque facciamo parte delle istituzioni. Non possiamo dire che vada tutto bene o che la responsabilità sia degli altri. Ecco perché in qualche maniera, anche per dare un segnale, io un provvedimento simile non lo vedo come una bestemmia».
La sindaca Russo però l'ha attaccata, sostenendo che chi oggi propone il coprifuoco per i minori di 16 anni in passato ha attaccato il lockdown del governo Conte per contrastare la pandemia. Lei come risponde?
«Dico che è un'affermazione di un qualunquismo unico. Mi dispiace, non voglio essere offensivo nei confronti della sindaca, ma è evidente sotto gli occhi di tutti che siano due circostanze nettamente diverse: lì si discuteva di tenere chiuso il mondo intero per una pandemia, giusto o sbagliato che fosse, che ci ha tenuto a casa tutti e io l'ho detto, e lo ripeto, che c’è stata un’eccessiva severità nell'applicare quelle norme restrittive».
E in questo caso il coprifuoco non sarebbe eccessivo?
«Oggi qui non stiamo combattendo un nemico invisibile come può essere un virus o, come può essere nella dietrologia di quelli che guardano ai complotti, “l’uomo nero” che ci vuole inoculare il virus per sterminarci tutti. Qua stiamo parlando di cose concrete: stiamo parlando di coltelli da cucina che stanno nelle tasche dei minori e vengono usati per ferire gli altri. È un "miracolo" quello che è successo nei giorni scorsi a Francavilla. Sì, è un miracolo che i due ragazzini abbiano riportato solo pochi giorni di prognosi e che adesso stiano già a casa loro, perché – per molto meno – altre persone sono decedute e oggi qua magari saremmo potuti stare a piangere il morto».
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