Il papà pestato dal branco: «Temo per le mie figlie»

Roberto Turchi, originario di Rosello, è ancora ricoverato. Il sindaco Monaco in visita: «Sarà un percorso lungo»
ROSELLO. Rabbia, tanta rabbia. Non tanto per sé ma per le sue due figlie, che «hanno subito un’aggressione di cui si parla troppo poco, mentre sono loro le prime vittime. Sono preoccupato per loro». All’alba del sesto giorno dall’aggressione subita al Vomero, cuore della Napoli-bene, sono queste le vere preoccupazioni di Roberto Turchi. Turchi è il papà, 50 anni, originario di Rosello, pestato dal baby branco per aver provato a difendere le sue due figlie, di 14 e 16 anni. Le ragazze erano state prima avvicinate da due coetanee per una contesa amorosa; poi è arrivato un altro ragazzo, in scooter, che ha tirato per i capelli la maggiore facendole sbattere la testa per terra. A quel punto la loro cuginetta, che era uscita con loro, ha avvisato il padre che è arrivato subito sul posto.
È iniziata una discussione con l’aggressore, i toni si sono alzati e lui ha chiamato il branco. Almeno 5 o 6 ragazzi, quasi tutti minorenni, hanno accerchiato per poi colpirlo con calci e pugni, scaraventandolo a terra, con la gamba finita sotto un camion dei rifiuti. L’autista del mezzo non si è accorto dell’accaduto e ha investito l’uomo, lacerandogli l’arto in profondità. Roberto Turchi, 50 anni, è stato a rischio amputazione, ma alla fine i medici sono riusciti a evitare l’operazione. Dopo i ricoveri in terapia intensiva e chirurgia d’urgenza, ora si trova nel reparto di chirurgia plastica.
Ieri il sindaco di Rosello e consigliere regionale di Avs Alessio Monaco è andato a trovare il suo conterraneo. «È stato un incontro intenso ed emozionante, culminato con un forte abbraccio che ha portato a Roberto e alla sua famiglia il calore e il saluto profondo dell'intera comunità», racconta il sindaco. «Nel reparto ho incontrato la moglie Imma, le figlie, la mamma Gelsomina e tanti amici. Nonostante la sofferenza e il percorso ancora lungo, ancora all'inizio», aggiunge, «il pensiero di Roberto è stato quello di poter tornare presto, anche solo per qualche giorno, a Rosello, a ritrovare il contatto con le sue radici». Tanti i rappresentanti delle istituzioni che sono andati a trovarlo in questi giorni.
«Mi ha raccontato delle tante testimonianze di vicinanza ricevute in queste ore», prosegue Monaco, «a partire dal deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli, poi la visita del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e la telefonata del cardinale Don Mimmo Battaglia. Oggi anche la chiamata affettuosa del parroco di Rosello, Don Giampiero La Penna. Se da un lato la voglia di Roberto di tornare a casa è tanta», conclude il consigliere, «dall'altro la realtà medica impone cautela: la convalescenza si preannuncia è ancora lunga, prima di poter riprendere gradualmente la sua vita quotidiana».
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