Nuovo arcivescovo, Gambetti si insedierà il 29 novembre

Canti e campane in festa: Forte annuncia il suo successore. Il cardinale francescano è arciprete di San Pietro
CHIETI. Il saluto di Bruno Forte e l’abbandono delle sue vesti di pastore della diocesi vanno oltre il messaggio lanciato dal pulpito. Continuano a messa conclusa, con l’abbraccio dei fedeli che piangono accarezzandogli il volto e ricevendo un bacio sulla fronte, una parola d’affetto, il ricordo di un momento condiviso assieme. Per alcuni è «un padre», per altri «un uomo in cui abbiamo riposto il nostro amore, la nostra fiducia», dicono le voci raccolte a centinaia nella cattedrale di San Giustino, dove tra le prime file hanno preso posto istituzioni politiche e religiose del territorio. Fuori le campane dell’ora media suonano a festa per l’annuncio del cardinale Mauro Gambetti: sarà lui, dal 29 novembre, il nuovo arcivescovo della diocesi di Chieti-Vasto. Anche per l’arcivescovo uscente i ricordi e la gratitudine personale si mescolano, in un ritmo sincopato, al messaggio istituzionale e alle formule rituali dell’annuncio, alla liturgia di una messa che ha segnato la fine di un’epoca e l’avvio di quella successiva. Un rito solenne gonfio di straordinaria emozione.
Questa doppia espressione che ha contornato l’intera mattinata in cattedrale – le campane a festa e le lacrime dei fedeli, l’annuncio della fine e del nuovo inizio – finisce per essere l’estrema sintesi del cardinale Gambetti: per sette anni custode della tomba di San Francesco, poi arciprete della basilica di San Pietro e vicario del Papa per Città del Vaticano, il porporato designato dalla Santa Sede per guidare la diocesi teatino-vastese è l’espressione “bifronte” dell’attività monastica francescana e del potere concentrato nella curia romana. E per coincidenza arriva a Chieti nell’ottavo centenario dalla morte del patrono d’Italia – l’annuncio nel giorno del transito alla vita celeste. Emiliano di Castel San Pietro Terme, 61 anni da compiere fra due settimane, francescano dell’ordine minore conventuale, la vita di Gambetti esce dagli schemi di una prevedibile parabola clericale: a scuola è compagno di banco di Stefano Domenicali, l’imolese oggi a capo della Formula Uno.
Studia ingegneria, si fidanza con Cristina con cui conduce una tradizionale vita di coppia, fino a quando non sopraggiunge la chiamata del Signore. La carriera sacerdotale la inizia in Romagna, a Longiano, poi approda ad Assisi, dove compie gli studi filosofico-teologico. Il 25 ottobre 2020 diventa cardinale e dal 20 febbraio 2021 è vicario generale di Papa Francesco e arciprete della basilica di San Pietro. Ma il suo mito – lo raccontò ad Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera nel 2024 – è Gianni Agnelli: «Il mio mito era Gianni Agnelli. Sognavo di diventare un grande imprenditore e magari un benefattore». E lo sguardo imprenditoriale non lo ha, di fatto, abbandonato: sua l’iniziativa di un nuovo locale, un bistrot, sulla terrazza della Basilica di San Pietro, dove pranzare o cenare a pochi metri dalla cupola di Michelangelo, con una vista suggestiva sulla Capitale.
«Il Santo Padre ha nominato arcivescovo metropolita di Chieti-Vasto l’Eminentissimo signor cardinale Mauro Gambetti dell’Ordine dei frati minori conventuali». È l’annuncio che scioglie il segreto pontificio: così l’arcivescovo Bruno Forte ha rotto il silenzio sul nome del suo successore, nell’aria da giorni. Suonano le campane a festa. Dentro, la folla che riempie San Giustino esplode in un applauso unanime, corale. È quello che accoglie l’annuncio del nuovo pastore della diocesi e omaggia chi quella chiesa l’ha guidata, traghettando la comunità dei fedeli per oltre due decenni di storia, tra le opere di evangelizzazione e il dialogo con i fedeli. Perché, oltre il soglio di Pietro, oltre la preghiera che lega le voci del cattolicesimo, esiste una presenza quotidiana e capillare sul territorio: quella di Forte ha segnato un’epoca e ora tramuta in eredità, ricordo. Nostalgia. Ma il suono delle campane per i vicoli della città alta è una chiamata alla speranza, alla fede che resiste al cambio delle epoche, alle sue autorità.
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