Suppletive. D’Amico: «nei paesi mobilità, più medici e lavoro da casa»

7 Novembre 2026

La ricetta del centrosinistra per risollevare le aree interne:

«Arginare lo spopolamento è possibile, servono più servizi»

CHIETI

Le aree interne al centro del programma di Luciano D’Amico, consigliere regionale del Patto per l’Abruzzo e candidato del centrosinistra alle suppletive per il Parlamento in programma il 15 e 16 novembre nei 104 comuni della provincia di Chieti.

«I Comuni della provincia di Chieti – dalle realtà della costa e delle valli fino ai centri collinari e montani dell’entroterra – rappresentano un patrimonio straordinario di risorse umane, ambientali, culturali ed economiche per l’intero Abruzzo», dice D’Amico, «tuttavia, molte di queste comunità affrontano un progressivo spopolamento e crescenti difficoltà finanziarie, soffocate dal continuo taglio dei servizi fondamentali e da costi per utenze sempre più elevati». Il candidato parla di «tre grandi emergenze che paralizzano la vita quotidiana dell’entroterra teatino: l’isolamento viario e infrastrutturale, l’emergenza sanitaria e la chiusura dei servizi essenziali e il taglio del trasporto pubblico».

D’Amico continua: «Il nostro territorio è una risorsa strategica e un tesoro diffuso: dalla costa teatina alla costa dei trabocchi, ad altissima vocazione turistica, dalla fascia collinare frentana a quella marrucina, dalla pedemontana della Majella alla Val di Sangro, dall’Alto Sangro all’Alta Majella teatina e dal medio all’alto vastese. Un territorio straordinario ma soffocato da strade dissestate, tagli al trasporto pubblico e una progressiva desertificazione dei servizi sanitari e scolastici che negano i diritti fondamentali e spingono i cittadini all’abbandono. Una rivoluzione è possibile», dice il candidato, «per evitare che la conformazione orografica neghi i diritti fondamentali, occorre un cambio radicale di prospettiva: le aree interne non sono un costo ma una risorsa strategica straordinaria per la tenuta e lo sviluppo del territorio».

Secondo D’Amico, sono necessarie «tre grandi rivoluzioni: mobilità come diritto fondamentale, incentivi per i professionisti per garantire la presenza stabile di medici di base e infermieri, vincoli sui livelli essenziali delle prestazioni e solidarietà territoriale. Ma quale pre-condizione la trasformazione del mondo del lavoro e la diffusione di nuovi modelli di produzione, alcuni basati sullo smart working, unite al recupero di questo parco immobili, offrono un'occasione irripetibile: con adeguati investimenti nelle infrastrutture digitali e nei servizi, questi Comuni possono diventare la meta naturale per la riallocazione delle attività lavorative e residenziali, garantendo un'elevata qualità della vita e una risposta concreta all’emergenza abitativa urbana».

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