Azienda di rifiuti in fiamme: incubo fumi tra Sulmona e Pratola Peligna

L’incendio è divampato all’interno dello stabilimento Pavind: indagini in corso per valutarne l’impatto ambientale
SULMONA. Momenti di grande apprensione, nel primo pomeriggio di ieri, nella zona industriale che si trova tra i Comuni di Sulmona e Pratola Peligna. Un incendio di grandi dimensioni, infatti, è divampato all’interno dello stabilimento ecologico della Pavind a Sulmona, specializzato in servizi ambientali e bonifiche post-incendi. Le fiamme hanno interessato principalmente i rifiuti speciali depositati nella piattaforma ecologica dell’azienda. Secondo le prime ipotesi, l’incendio sarebbe stato causato da un’autocombustione dei materiali presenti, processo agevolato anche dal rialzo delle temperature. Sul posto sono prontamente intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco di Sulmona, che hanno dovuto affrontare un’operazione complessa per domare il rogo. A complicare le operazioni di spegnimento, è stato il vento. La colonna di fumo densa e nera è stata vista in tutta la vallata, destando preoccupazione tra i residenti e gli automobilisti. Le operazioni di spegnimento sono proseguite per diverse ore al fine di evitare ulteriori danni ambientali e mettere in sicurezza l’area. Le autorità stanno monitorando la situazione per accertare con precisione le cause dell’incendio e valutarne l’impatto ambientale.
I vigili del fuoco sono comunque riusciti a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’area. All’interno della piattaforma ecologica si procederà, quindi, alle operazioni di bonifica. Con le fiamme all’interno della Pavind torna l’incubo degli incendi nel capoluogo peligno che, negli ultimi anni, è stato messo in ginocchio più volte dai roghi estivi. In particolare, nel 2023 e nel 2017 le fiamme avevano interessato gran parte del monte Morrone, mandando in fumo centinaia di ettari di bosco. Anche per la stagione estiva ai nastri di partenza è in arrivo l’ordinanza del sindaco Luca Tirabassi che prevede il divieto su tutto il territorio comunale di specifiche attività: dall’accensione di fuochi con qualsiasi finalità all’uso di apparecchiature a fiamma libera o elettrici che producano faville, fino all’esercizio di attività pirotecniche e accensione di fuochi d’artificio “in aree ad alto grado di urbanizzazione ed edificazione nelle quali gli eventi sono suscettibili di accurato controllo da parte degli organizzatori, ai quali è da attribuirsi l’onere dell’adozione di ogni misura preventiva a norma di legge».
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