Sottosopra

Il coraggio di un bersagliere

21 Giugno 2026

Lecce nei Marsi vanta personaggi eccellenti, dal centurione romano al pittore. E poi politici e alti dirigenti

LECCE NEI MARSI. Un centurione romano, un pittore rinascimentale. E poi un questore di lungo corso, un deputato della Repubblica e un magnate delle cliniche. Per finire, ultimo ma solo in ordine cronologico, il segretario generale della Presidenza della Repubblica.

C’è un filo rosso intriso di storia, di cronaca e di politica che unisce Aulo Virginio (Virgio) Marso, soldato romano nato nel 20 Avanti Cristo, Andrea De Litio, un simbolo dell’Abruzzo artistico del 1500, Ugo Macera, già direttore della Criminalpol negli anni Cinquanta, e i fratelli Giulio e Mario Spallone. Il primo un politico di spessore del secolo scorso, il secondo un sindaco molto amato nella Marsica. E infine, Ugo Zampetti, stretto collaboratore del Presidente della Repubblica.

Il filo rosso che cuce i vari tasselli è un piccolo comune che riposa placido nel ventre del Parco nazionale d’Abruzzo. Al confine tra la Marsica e il verde lussureggiante dell’area protetta c’è un luogo fatato, frequentato da orsi e lupi, e che oggi assume una sua centralità grazie a uno squarcio di storia che asseconda le linee dolci della cultura e si inerpica sulle vette artistiche del teatro. È Lecce nei Marsi e oggi rivive l’epico epistolario di due innamorati durante la Seconda guerra mondiale.

Lui, Enrico Zampetti, sottotenente dei bersaglieri, rifiutò di aderire alla Repubblica di Salò e per questo fu internato in un campo di concentramento del Terzo Reich. La sua amata Marisa lesse, pianse, provò un amore forse ancora più struggente per quell’uomo che soffriva i patimenti dell’inferno nazista ma non vendette l’anima. L’eroismo di un soldato e un amore senza tempo.

Le parole sono diventate arte e oggi sono state vestite con l’abito bello della drammaturgia. Parole, gesti, emozioni. Uno spettacolo dell’anima che ha commosso e che ha visto uno spettatore d’eccezione in platea. Un signore di nome Sergio Mattarella che ha scansato la prima fila e si è accomodato in platea senza clamori. Una semplicità che disegna la grandezza dell’uomo. E oggi Enrico Zampetti, quel sottotenente emaciato dagli stenti e dalle torture ha ricevuto, a distanza di 80 anni, una dimostrazione di apprezzamento e gratitudine. Nel Pantheon dei personaggi influenti di Lecce nei Marsi il posto d’onore, non c’è dubbio, va riservato al coraggio di un bersagliere.

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