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21 giugno

21 Giugno 2026

Oggi, ma nel 1964, a Le Mans, in Francia, sul circuito cittadino de la Sarthe, Antonino “Nino” Vaccarella, in sodalizio col transalpino Jean Guichet, su Ferrari 275 P, nella categoria prototipi fino a 5 litri di cilindrata, si aggiudicava l’edizione numero 32 della 24 ore di automobilismo. Era la sua prima ed unica vittoria nella più blasonata prova di endurance del globo, che in quel ’64 era valida anche come gara del campionato mondiale sport-prototipi, rispetto alle 11 partecipazioni complessive che totalizzerà in carriera, dal 1961 al 1972 saltando solo quella del ‘63. Palermitano di 31 anni, “Ninni” sarà ricordato, non quanto avrebbe meritato, negli annali del mondo delle competizioni di massimo livello delle quattro ruote a motore, come “Il preside volante”.

Perché dopo la laurea in legge dirigeva con la sorella l’istituto scolastico privato ereditato dal padre. Poi la passione per i bolidi era stata talmente forte da portarlo fino in Formula 1. Disputando i campionati 1961, 1962, 1965. Rispettivamente con la De Tomaso F1, nella prima stagione, con la Lotus 18/21 alternata alla Porsche 718 e alla Lotus 24, nella seconda, e con la Rossa di Maranello 158, nella terza. Giocando in casa, Vaccarella farà sua per tre volte la prestigiosa Targa Florio. Nel 1965, nel 1971 e nel 1975. Nella prima occasione, in duo con Lorenzo Bandini, al volante della stessa vettura del Cavallino rampante trionfante a Le Mans ’64. Nella seconda, in combo con l’olandese Toine Hezemans, su Alfa Romeo 33/3 sport prototipo.

Nella seconda, in coppia con Arturo Merzario, a bordo della macchina del Biscione 33TT12 spider. Tagliere per primo il traguardo a Le Mans quel 21 giugno 1964 (nella foto, particolare, Vaccarella, nel riquadro in rosso, sulla 275 P col numero 20 durante i festeggiamenti nella pitlane), portando l’auto del Drake 250 P sul gradino più alto del podio, come avevano fatto Bandini e Ludovico Scarfiotti il 16 giugno 1963, acuiva estremamente la cosiddetta guerra Ferrari-Ford. Dopo il fallito tentativo, del maggio ’63, da parte di Henry Ford II, d’acquisire la rinomata fabbrica tricolore: su suggerimento del suo top-manager italo-americano Lee Iacocca. Rivalità che terminerà solo nel 1967. E che verrà magistralmente ricostruita nel film “Le Mans ’66 - la grande sfida”, del 2019, diretto dal regista statunitense James Mangold, con gli attori Matt Damon, nel ruolo di Carroll Shelby, Christian Bale, nei panni di Ken Miles, e Remo Girone, ad interpretare Enzo Ferrari.