Pescocostanzo. L’abito tradizionale ora punta all’Unesco: l’iniziativa in Regione

In Consiglio la proposta per valorizzare un simbolo locale.
Verrecchia (FdI): «Verso il futuro guardando alla storia»
PESCOCOSTANZO
Un patrimonio culturale da tutelare, tramandare e valorizzare con lo sguardo rivolto al massimo riconoscimento internazionale. L’antico abito storico di Pescocostanzo, custode secolare di identità, artigianato e tradizioni della comunità abruzzese, si appresta a iniziare un percorso istituzionale formale che potrebbe condurlo fino all’Unesco. È questo il fulcro della risoluzione depositata in Consiglio regionale da Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia, finalizzata a blindare e promuovere un’eccellenza che unisce il merletto a tombolo, l’arte orafa e la storia sociale di un intero territorio, perché – lo spiega il consigliere – «ci sono abiti che si indossano e altri che raccontano. Quello storico di Pescocostanzo racconta una comunità, le sue mani, le sue tradizioni, il rapporto tra arte e vita quotidiana. È da questa consapevolezza», prosegue, «che nasce la risoluzione che ho depositato in Consiglio regionale, con l’obiettivo di avviare un percorso istituzionale per la tutela e la valorizzazione di quell'abito e del patrimonio culturale che vive intorno ad esso, verificando anche le condizioni per il riconoscimento nell’ambito Unesco». L’iniziativa punta ad accendere i riflettori su un manufatto che rappresenta molto più di un semplice indumento d’epoca, configurandosi come una vera e propria carta d’identità materiale dello storico borgo dell’Aquilano. «Vogliamo rendere ancora più viva un’altra nostra preziosa tradizione e capace di essere trasmessa. L’antico abito di Pescocostanzo non è soltanto la bellezza di ciò che vediamo: dentro quei tessuti ci sono generazioni di conoscenze, il lavoro degli artigiani, il tombolo, l’oreficeria, gli ornamenti, le consuetudini e un modo attraverso il quale una comunità ha rappresentato per secoli la propria identità», sottolinea il consigliere regionale. La proposta prevede una stretta sinergia tra la Regione, il Comune di Pescocostanzo e i principali partner scientifici e culturali del territorio.
L’iter prenderà il via da una rigorosa fase di studio. A supporto della storicità del costume esistono già importanti evidenze, come la matrice per incisione di fine Settecento attribuita a Giacomo Milani, intitolata Costume di uomo e di donna del paese di Pescocostanzo, oggi custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. «Partiamo dalla storia per guardare al futuro», rimarca Verrecchia, che precisa come il riconoscimento Unesco sia «un iter serio che richiede ricerca, documentazione, coinvolgimento della comunità e individuazione dello strumento più appropriato. Con questa risoluzione», conclude il consigliere meloniano, «vogliamo creare le basi affinché le istituzioni lavorino insieme e si verifichi concretamente la fattibilità di questo obiettivo. Il progetto guarda, infatti, oltre il singolo manufatto, abbracciando l’insieme delle conoscenze e delle pratiche che lo hanno generato». Il piano d'azione non si limiterà infatti alla conservazione, ma punterà sulla modernizzazione e sul coinvolgimento attivo delle nuove generazioni attraverso la digitalizzazione delle fonti d’archivio, laboratori didattici nelle scuole, mostre itineranti e la creazione di percorsi turistico-culturali integrati per l'economia locale.

