Civitella Alfedena

Sorelline sparite, ore d’angoscia. Si cerca anche nel lago di Barrea

14 Giugno 2026

Una squadra di sommozzatori dei vigili del fuoco perlustra il bacino, continuano le ricerche con i droni

CIVITELLA ALFEDENA. Sette giorni di mistero e ricerche senza sosta. Con le ore che passano e le paure che aumentano. È passata una settimana esatta dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le sorelle di 12 e 16 anni, originarie di Minturno (Latina), che si sono allontanate tra sabato e domenica scorsa dalla casa famiglia di Civitella Alfedena. Ora si cerca anche nel lago di Barrea. Si ispezionano le case abbandonate. E c’è un’ultima pista: auto immortalate dalle telecamere del paese all’alba di domenica, nelle ore che coincidono con la sparizione delle sorelline. Le ricerche finora sono ancora senza esito. Per questo il sostituto procuratore di Sulmona, Stefano Iafolla, titolare dell’inchiesta per sottrazione di minori, ha deciso di imprimere un impulso all’attività d’indagine. In sinergia con la prefettura dell’Aquila ha disposto controlli a tappeto nelle abitazioni vuote e disabitate che si trovano tra Civitella Alfedena, Villetta Barrea, Barrea e nei territori limitrofi dell’Alto Sangro.

L’ipotesi è che qualche adulto possa aver escogitato il rapimento o comunque avere agevolato la fuga delle sorelle, trovando loro perfino un alloggio. Per questi motivi i carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, comandati dal capitano Giuseppe Testa, stanno passando al setaccio le abitazioni apparentemente abbandonate per controllare tutti i movimenti e intercettare eventuali presenze. Un’attività complessa che, tuttavia, sta andando avanti in maniera minuziosa. Si tratta di controlli necessari per cercare eventuali elementi investigativi che potrebbero portare a formulare un’accusa di sequestro di persona. Per ora resta in piedi l’ipotesi di una sottrazione di minore dal momento che le due ragazzine si sono allontanate senza telefono cellulare né punti di riferimento in un paese isolato. Pensare che dietro la scomparsa non ci sia una “regia adulta” è pressoché improbabile secondo gli investigatori.

Intanto nel pomeriggio di ieri i sommozzatori sono arrivati al lago di Barrea, poco distante da Civitella Alfedena, per provare a trovare le sorelline scomparse. I vigili del fuoco non si sono immersi, ma hanno fatto un giro di ricognizione in particolare sotto i due ponti alla ricerca di eventuali tracce. Un’attività che è stata disposta sulla base anche delle informazioni carpite dagli inquirenti che hanno sentito alcuni testimoni e analizzato i telefoni cellulari delle ragazzine trovati nelle camere da letto della casa famiglia. Le minori sono uscite da una finestra rotta, priva di inferriate, tra le 2 e le 5 di una settimana fa. Nessun allarme era arrivato nell’immediato dalla struttura, i cui responsabili sono accusati di aver ritardato l’attivazione delle ricerche. Solo nel primo pomeriggio successivo era arrivata la segnalazione alle forze dell’ordine da parte degli operatori.

Gli inquirenti stanno analizzando anche le immagini di alcune telecamere di videosorveglianza installate dal Comune di Civitella Alfedena che hanno ripreso, intorno alle 3 di quella notte, alcune auto che si trovavano a non molta distanza dalla casa famiglia. Un orario molto insolito in quel posto. Qualcuno forse le è andate a prendere? Ipotesi che gli inquirenti non si sentono di escludere. Per questo stanno analizzando i filmati, indagando sulle vetture che sono passate quella notte. Un amico di una delle sorelle nel frattempo è stato sentito dagli inquirenti come persona informata dei fatti. Non avrebbe però fornito elementi utili agli inquirenti che l’hanno ascoltato. Tuttavia quanto dichiarato rafforza le preoccupazioni. «Ho visto Alessia il giorno prima, sabato. Era con la sorella e ho capito che voleva dirmi qualcosa. Ma non siamo riusciti a parlare. È come se mi volesse salutare i comunque confidare qualche importante novità», avrebbe detto il giovanissimo alle forze dell’ordine.

L’allontanamento è avvenuto a pochi giorni dalla sentenza definitiva di divorzio dei genitori, che ha revocato la sospensione della potestà genitoriale al padre, una decisione a cui le ragazze si sarebbero opposte, rifiutando il trasferimento. Le sorelle erano seguite dai servizi sociali da tre anni e si trovavano in Abruzzo dal 2024. «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi, vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordate che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme. Mamma vi aspetta». È l’appello lanciato da Valentina D’Acunto, madre delle due sorelle. «Sarah, Alisya, amori miei, se state ascoltando queste parole vi prego di sapere che la cosa più importante per me è sapere che state bene. Da quando non ho più vostre notizie, ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranza, quella di potervi riabbracciare al più presto», prosegue l’audio che la donna, 39 anni, originaria di Minturno, ha consegnato al suo legale, Enrico Mastantuono, per essere diffuso.

Proseguono intanto le ricerche dei vigili del fuoco, con droni e cani addestrati alle ricerche, nelle aree boschive e intorno al lago di Barrea. Perquisita senza esito l’abitazione della madre. Anche nel Sud Pontino nessuno sa dove siano finite. Il padre che lavora in una struttura commerciale si è messo in ferie. La madre, casalinga, è chiusa in casa. I carabinieri stanno esaminando anche alcune lettere scritte dalle sorelle nell’ultimo periodo in cui comunicavano con i rispettivi genitori. Segnalando, pare, un forte disagio. Se con la madre l’ultimo incontro risale al 17 maggio, come hanno fatto sapere i suoi legali, l’ultima telefonata con il padre è del mercoledì prima della scomparsa. «La mia convinzione è che non si siano allontanate volontariamente. Mia figlia era tranquilla e da un posto del genere è molto difficile andare via senza un aiuto», ha dichiarato la il padre, alimentando i dubbi degli inquirenti. Le ricerche proseguono, con la speranza di una svolta.

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