Uccisione dell’Orsa Amarena, la difesa valuta il rito abbreviato

Nuovo rinvio: udienza fissata al 22 gennaio 2027 dopo l’astensione degli avvocati. Sono state ammesse 25 parti civili
AVEZZANO. Nuovo rinvio nel processo a carico di Andrea Leombruni per l’uccisione dell’orsa Amarena, avvenuta il primo settembre 2023 a San Benedetto dei Marsi. L’ottava udienza, in programma ieri davanti al tribunale di Avezzano, è stata rinviata al 22 gennaio 2027, alle ore 10.30. La giudice Anna Cuomo, dopo aver verificato la presenza delle parti, ha sospeso l’udienza a causa dell’astensione degli avvocati proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane. Il procedimento tornerà quindi in aula per una nuova udienza predibattimentale. Prima del rinvio, il difensore di Leombruni ha preannunciato, su richiesta della giudice, l’intenzione di chiedere il rito abbreviato condizionato.
La richiesta, che dovrà essere formalizzata e valutata dal Tribunale, consentirebbe di definire il processo sulla base degli atti raccolti durante le indagini, con l’eventuale integrazione probatoria indicata dalla difesa. In caso di condanna per un delitto, il rito comporta la riduzione della pena di un terzo. Il processo arriva a questo nuovo rinvio dopo una lunga serie di passaggi procedurali iniziati nel dicembre 2024. Gli atti erano già stati restituiti alla Procura e il procedimento era ripartito davanti a un diverso giudice, con una nuova valutazione delle richieste di costituzione di parte civile. L’udienza di gennaio dovrà ora chiarire definitivamente quale rito sarà seguito e definire i successivi tempi del giudizio. Nel procedimento sono stati ammessi 25 soggetti come parti civili, tra enti e associazioni ambientaliste e animaliste.
All’udienza era presente anche Appennino Ecosistema, rappresentata dal presidente Bruno Petriccione e dall’avvocato Chiara Tozzoli. Petriccione ha interpretato l’annuncio del rito abbreviato come una scelta difensiva «in qualche modo di resa», ribadendo che la costituzione di parte civile mira a rappresentare e tutelare «la fauna selvatica e gli ecosistemi» colpiti dalla morte dell’orsa. Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani, ha invece rinnovato la preoccupazione per i tempi del procedimento e per il rischio di prescrizione del reato, indicando il 2030 come termine di riferimento. Caporale ha sottolineato che l’associazione continuerà a chiedere, oltre all’accertamento delle responsabilità penali, anche il risarcimento dei danni da destinare alla tutela degli orsi presenti in Abruzzo e nel resto d’Italia.
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