Inchiesta Marinelli e appalti sanitari: in aula il commissario di polizia Nonni

Pescara, il processo sugli affari dell’imprenditore della sanità scomparso due anni fa. Prossima udienza il 15 dicembre. (Nella foto, il pm Andrea Di Giovanni)
PESCARA. Quella di ieri doveva essere la prima vera udienza dibattimentale del filone numero 2 (l'inchiesta ne conta 4) sulle attività dello scomparso imprenditore della sanità Vincenzo Marinelli (morto nel 2024) che coinvolge ad oggi 8 imputati: fra questi l’ex direttore generale della Asl, Vincenzo Ciamponi, Silvia Marinelli, l’ex consigliera regionale della Lega, Sabrina Bocchino (uscita ora dalla Lega), l’imprenditore Fabio Luppino, l'attuale dirigente Asl Vilma Rosa, l’avvocato Tommaso Marchese, il collega Vittorio Miniero e una delle segretarie di Marinelli (che custodiva le carte dell’imprenditore nella sua abitazione) Federica Morelli che risponde solo di favoreggiamento, mentre gli altri, a vario titolo, di turbativa d’asta e corruzione.
Sul banco dei testimoni il commissario di polizia Franco Nonni che ha condotto le indagini insieme alla Finanza. Era previsto il controesame dell’investigatore dopo che, nella precedente udienza, le difese avevano dato il consenso al deposito dell'informativa della Questura. Un controesame che si preannunciava ad alta tensione e invece tutto si è concluso in pochissimo tempo, con i difensori di Ciamponi che non hanno fatto domande, come quelli di Bocchino e la parte civile Asl. Un paio di domande sono state poste dai difensori di Marchese, solo in relazione all'assunzione in Asl di una sua amica; altrettanto veloce gli interventi del difensore di Luppino e di Miniero.
Niente sull’attività investigativa che il pm Andrea Di Giovanni condusse dal 2019 su una serie di gare milionarie per le quali, secondo l'accusa, sarebbe stata riservata una via preferenziale a Vincenzo Marinelli che aveva rapporti di agenzia con alcune delle società interessate e rapporti stretti anche con Bocchino e Ciamponi che, a dire della procura, avrebbero ricevuto regali e finanziamenti elettorali (Bocchino) per presunti accordi tra Vincenzo Marinelli e Ciamponi. Nulla di tutto questo.
Dei regali se ne parlerà probabilmente alla prossima udienza del 15 dicembre. Secondo la difesa di Ciamponi (rappresentato da Massimo Galasso ed Ernesto Torino Rodriguez) nel processo ci sono tantissime intercettazioni telefoniche e ambientali che rappresentano il pilastro dell’accusa, ma, finora non è emerso altro che una «corruzione parlata» in quanto non sarebbe stato ritrovato nessun bene oggetto di capo di imputazione. Prossima udienza, i sei testi dell’accusa. (m.cir.)

