Nella zona della movida chiudono Penny e Muzii Bistrot: «La crisi? L’avevamo prevista»

16 Ottobre 2026

Il centro perde il supermercato di piazza Martiri Pennesi e il ristorante in via Quarto dei Mille. Le associazioni di categoria attaccano: «Troppe riunioni a vuoto, serve un incontro con la giunta»

PESCARA. Nel ringraziarvi per la fiducia e l’affetto dimostrati in questi anni, vi aspettiamo nel nostro negozio di Roseto degli Abruzzi, in via Nazionale». Con questo annuncio il supermercato Penny in piazza Martiri Pennesi, situato proprio alle spalle di piazza Santa Caterina, ufficializza la chiusura dei battenti per il prossimo 25 ottobre e, a pochi metri di distanza, abbassa le serrande anche il ristorante Muzii Bistrot in via Quarto dei Mille, nella zona di piazza Muzii: uno dei punti della città dove grava l’ordinanza Cenerentola, prorogata fino al 31 gennaio 2027, che impone nel fine settimana il divieto di somministrazione su tavoli e sedie all’esterno, oltre al divieto di vendita per l’asporto e per il consumo sul posto di bevande dalla mezzanotte alle 6.

Le associazioni di categoria, ancora una volta, insorgono sottolineando come tutto ciò fosse già stato previsto: denunciano che, malgrado i «numerosi appelli rivolti al Comune per invertire la rotta rispetto a provvedimenti definiti illogici» e presi solo «per accontentare pochi residenti», l’amministrazione comunale abbia deciso di tirare dritto. Intanto, per tentare di arginare la crisi, alcuni locali della piazza hanno affisso proprio accanto ai cartelli con gli orari delle restrizioni, dei listini promozionali con shottini a soli due euro e drink a partire da 3,50 euro. L’obiettivo è tentare in ogni modo di far quadrare i conti dopo la proroga dell’ordinanza, che colpirà in pieno anche il periodo natalizio, vitale per bar e ristoranti della zona: grazie al rientro di studenti e lavoratori fuori-sede per le festività, nel periodo compreso fra Natale e il 6 gennaio, i locali riescono a registrare fino al 50% del fatturato dell’intero anno.

Sulla chiusura di Muzii Bistrot era già intervenuto nei giorni scorsi l’assessore alle Attività produttive Gianni Santilli: «I dati del Suap (Sportello unico per le Attività produttive) registrano dal 2019 fino a marzo scorso 2.247 cessazioni a fronte di 4.239 aperture, con un saldo positivo netto di 1.992 nuove attività. Sono numeri indiscutibili, che dimostrano la vitalità del nostro tessuto economico e commerciale. Questo non significa che possiamo abbassare la guardia». Le associazioni di categoria, però, chiedono un incontro urgente con l’amministrazione. «Fa male vedere dei giovani che avevano investito i loro risparmi gettare la spugna con una comunicazione piena di rabbia e malinconia», dichiara il presidente di Confcommercio Pescara Riccardo Padovano.

«Troppe le riunioni e le commissioni a cui abbiamo partecipato con proposte di buon senso che non hanno trovato ascolto. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire, ma ora chiediamo al sindaco Carlo Masci e all'assessore Santilli di cambiare rotta e convocare una riunione urgente prima che si arrivi alla desertificazione». Così anche il direttore generale di Confartigianato Pescara, Fabrizio Vianale: «Quello a cui stiamo assistendo, purtroppo, lo avevamo già previsto e speravamo di sbagliarci. È difficile spiegare ai turisti che arrivano in città grazie ai nuovi voli che, a Pescara, a mezzanotte meno dieci tolgono i tavoli. La sentenza di primo grado del Tar ha reagito rispetto all’assenza di provvedimenti, ma noi siamo certi che adesso il Comune avrebbe tutto per dimostrare che ha fatto più di quello che avrebbe dovuto fare per soddisfare le richieste dei cittadini».

Mentre il presidente provinciale Confesercenti, Davide Ardente, e il direttore generale Cna Pescara, Luciano Di Lorito, affrontano la questione sicurezza: «Chiudere i locali significa anche spegnere le luci della città: una città con meno imprese aperte rischia di diventare una città più buia, meno attrattiva e meno sicura».

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