Omicidio Andrea Sciorilli: il padre nel carcere di Teramo, sarà sottoposto a test psichiatrico

16 Maggio 2026

Il funzionario Asl 52enne è sorvegliato a vista a Castrogno. Mercoledì la visita del medico per la consulenza richiesta dalla difesa sul suo quadro psicologico

TERAMO. Il sole era spuntato da poco ieri mattina quando, dopo 26 giorni trascorsi in isolamento, Antonio Sciorilli, 52 anni, il funzionario accusato di aver ucciso il figlio Andrea di 21 anni, ha lasciato la Casa circondariale di Torre Sinello. Il dirigente della Asl è salito a bordo di un furgone della polizia penitenziaria per raggiungere la sua nuova destinazione stabilita dalle autorità nel carcere di Castrogno di Teramo. La decisione è stata presa per consentire al detenuto di poter interrompere l’isolamento continuando ad essere guardato a vista. Il carcere teramano sembra essere il più adatto allo scopo: dunque la visita del neuropsichiatra Vincenzo Vecchione avverrà lì. Il professionista dovrà valutare il quadro psicologico e psichiatrico dell’uomo, attraverso una perizia che potrebbe assumere un peso rilevante nella strategia difensiva. La consulenza psichiatrica di Vecchione dovrà valutare la capacità mentale dell’imputato al momento del reato e determinare se può essere considerato colpevole.

La consulenza può influenzare l’esito del processo e il destino della persona coinvolta. Fra quattro giorni riprenderanno anche gli accertamenti tecnico-scientifici dei Ris. Gli specialisti utilizzeranno uno scanner 3D per ricostruire in maniera dettagliata la scena del crimine e stabilire la posizione di padre e figlio al momento del confronto e i loro movimenti. La stanza di Andrea Sciorilli è il luogo che racconta l’omicidio. Le macchie di sangue aiutano gli investigatori a scoprire dove sono stati inferti i colpi e cosa è avvenuto dopo. Il lenzuolo che avvolgeva il corpo di Andrea in garage è probabilmente il lenzuolo del letto del giovane. Anche questo sarà accertato dai Ris che ricostruiranno il delitto a partire da indizi microscopici: tracce di touch Dna, (Dna da contatto). Tuta bianca, occhiali, mascherina, guanti, copri-calzari punteranno l’attenzione sul punto in cui tutto ha avuto inizio. In questo caso è fondamentale capire dove è partita l’azione rispetto a dove è stato ritrovato il corpo.

Sono le tracce e gli oggetti, a parlare. E sarà difficile confutare ciò che le lampade forensi riveleranno. La scena sarà quindi «cristallizzata»: un laser scanner ruotando su se stesso a 360 gradi in pochi minuti genererà una mappa tridimensionale. Altro passaggio importante riguarderà il post-omicidio. Gli investigatori indagano ancora per verificare dove Antonio Sciorilli volesse portare il corpo del figlio. La vicinanza del cadavere all'auto del ragazzo fa ipotizzare che volesse caricarlo nel portabagagli e portarlo lontano da casa. È un’ipotesi formulata dal pm ma non confermata da Antonio Sciorilli che non ha risposto alle domande degli investigatori: gli ultimi minuti prima dell'arresto c’era solo lui accanto al corpo del figlio.

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