Giro di prostituzione con sette case di appuntamenti, 9 arresti: ragazze videosorvegliate, i clienti agganciati su internet. Coinvolto l’Abruzzo

Le indagini portate avanti dalla questura di Forlì-Cesena. L'operazione ha coinvolto anche l’Abruzzo e ha visto la collaborazione delle squadre mobili di Modena, Ravenna, Teramo, Salerno e Bologna, dove risiedono parte degli arrestati
TERAMO. Un vasto e articolato giro di prostituzione è stato scoperto e smantellato dopo una decina di mesi di indagini dalla squadra mobile della questura di Forlì-Cesena: nove le persone arrestate, sei cittadini italiani e tre cittadini cinesi, che dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell'immigrazione irregolare e riciclaggio. Sequestrati 130 mila euro. Coinvolte nelle indagini altre cinque persone.
L'operazione ha coinvolto anche l’Abruzzo e ha visto la collaborazione delle squadre mobili di Modena, Ravenna, Teramo, Salerno e Bologna, dove risiedono parte degli arrestati.
Secondo quanto ricostruito dal procuratore di Forlì-Cesena, Enrico Cieri e dalla dirigente della locale squadra mobile, Ilenia Vella, sono stati individuati sette appartamenti, con sistema interno di videosorveglianza, (tre a Forlì, dove l'organizzazione aveva il centro operativo, due a Faenza e uno a Ferrara, Cesena e Ferrara), acquisiti dall'organizzazione con la complicità di una agenzia immobiliare di Forlì, il cui titolare è agli arresti. In questi appartamenti ragazze, tutte di nazionalità cinese, venivano fatte prostituire. Le giovani, in parte con documenti irregolari sul territorio, erano sorvegliate dall'organizzazione, che gestiva il calendario degli appuntamenti e la riscossione del denaro, È stato documentato un flusso di clienti di circa 25 persone al giorno per ogni appartamento. Le prestazioni avevano un costo che andava da 50 a 100 euro. A gestire il tutto una donna cinese, residente a Forlì, anche se ogni casa aveva anche altre "responsabili". I clienti erano agganciati da inserzioni online. L'ingente mole di denaro raccolta veniva poi inviata in Cina, utilizzando sofisticati meccanismi di riciclaggio, tramite pagamenti elettronici estero su estero. A gestire la parte finanziaria una donna cinese che si avvaleva della collaborazione di un broker, anch'esso cinese, residente a Bologna, che incassava una percentuale del 2% sulle somme movimentate.
Con base a Forlì, un sodalizio di cittadini italiani e cinesi gestiva una “centrale” dedita allo sfruttamento della prostituzione, al favoreggiamento dell'immigrazione irregolare e al riciclaggio. È in corso un'operazione su scala nazionale che coinvolge anche l’Abruzzo e in particolare la provincia di Teramo: la Squadra Mobile della questura di Forlì-Cesena sta eseguendo diverse misure cautelari, tra arresti domiciliari e custodia in carcere, nell'ambito di una complessa attività investigativa.
L'indagine ha consentito di ricostruire l'esistenza di un presunto sodalizio criminale dedito alla commissione di una pluralità di attività illecite, con particolare riferimento allo sfruttamento della prostituzione e al riciclaggio dei relativi proventi, per un volume d'affari di decine di migliaia di euro a settimana che venivano inviati in Cina. L'operazione ha interessato contemporaneamente più città italiane e ha visto la collaborazione delle Squadre Mobili di Modena, Ravenna, Teramo, Salerno e Bologna. I dettagli saranno condivisi in un incontro con la stampa alle 12 in Questura a Forlì alla presenza del procuratore Enrico Cieri.

