Ragazzo ucciso dal padre: Antonio Sciorilli incontra gli avvocati

22 Maggio 2026

La visita in carcere a Teramo per verificare le condizioni dell’uomo a un mese dall’omicidio del figlio Andrea 

TERAMO. L’avvocato Alessandro Orlando e il collega Massimiliano Baccalà questa mattina incontreranno nel carcere Castrogno di Teramo Antonio Sciorilli, il 52enne funzionario Asl che il 19 aprile ha ucciso il figlio, Andrea, di 21 anni, con tre colpi di accetta. I due legali vogliono rendersi conto delle condizioni del loro assistito a distanza di un mese dall’omicidio. Per Baccalà, che è anche compagno di studi e amico di Sciorilli, si tratterà della visita a un amico che è stravolto dalla tragedia.

A parere di Baccalà e del collega Orlando, prima dell’omicidio Sciorilli, persona riservata e affatto irascibile, ha avuto un “black out” mentale. Mentre colpiva il figlio, non si rendeva conto di quello che stava facendo. Ma solo una visita psichiatrica potrà stabilire la gravità del black out”. Dopo il colloquio con Sciorilli, sarà fissata la data della visita in carcere del dottor Giuseppe Vecchione, medico legale e psichiatra di Campobasso. Il perito valuterà la capacità d’intendere e di volere dell’indagato nel momento in cui ha ucciso suo figlio e le attuali condizioni.

La Procura prosegue intanto le indagini per scoprire cosa sia accaduto la mattina del 19 aprile a casa Sciorilli. Mercoledì i Ris sono stati per più di due ore nell’appartamento teatro dell’omicidio e all’uscita hanno portato con loro un sacco pieno di diversi oggetti e materiale recuperato nella stanza di Andrea e nell’appartamento. Non è dato sapere al momento se le perizie dei Ris sono ultimate o se, al contrario, saranno necessari altri sopralluoghi. I Ris hanno usato uno scanner 3D per cristallizzare lo stato dei luoghi.

Scansionata la scena con il laser, le immagini sono state messe a disposizioni del sostituto procuratore Miriam Manfrin. Fondamentale per gli investigatori è stabilire se davvero Antonio Sciorilli si sia difeso dal figlio che avrebbe voluto colpirlo con un coltello a serramanico, ma anche dove si trovassero i due quando Andrea è stato colpito con l’ascia, e soprattutto cosa sia accaduto dopo l’omicidio. Il 52enne non ha chiamato né le forze dell’ordine né i soccorsi, ma ha trascinato il corpo del figlio in garage. Per la Procura voleva portarlo lontano da casa. La testimonianza di un condomino avvalora la tesi, ma Antonio Sciorilli non risponde. Non ricorda. 

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