Torricella Sicura

Torricella Sicura, nuova protesta per gli stipendi: trovato l'accordo. L'impresa committente versa il denaro richiesto

4 Novembre 2026

Due pakistani, un ghanese e un egiziano: avevano chiesto duemila euro a testa per il lavoro svolto. Pochi giorni fa una protesta simile di tre operai in un cantiere in subappalto

TERAMO. Si è conclusa dopo l'accordo con la ditta committente, che si è sostituita a quella subappaltatrice, la protesta dei quattro operai edili stranieri che questa mattina erano saliti all'ultimo livello dell'impalcatura di un edificio minacciando di gettarsi nel vuoto se non avessero ottenuto il pagamento degli stipendi arretrati, circa duemila euro a testa. Questa somma verrà loro versata in tre tranche: mille euro le hanno ricevuto tramite bonifico istantaneo subito, la restante metà nei prossimi giorni, in due fasi. La protesta, rispetto alle precedenti due del 27 e del 28 ottobre scorsi, si è sbloccata anche grazie al tempestivo intervento di un mediatore della Fillea Cgil, il segretario Corrado Peracchia, che è riuscito a persuadere i lavoratori a scendere dal ponteggio per avviare una trattativa formale alla presenza dei carabinieri. "Abbiamo iniziato a lavorare il 5 agosto e per due mesi non ci hanno pagato nulla, mandandoci poi a casa - hanno raccontato i quattro operai -. Ricevevamo solo acconti da 500 euro al mese che non coprono nemmeno le spese per venire a lavorare da Porto San Giorgio", hanno detto in un italiano stentato i due pakistani, il gambiano e l'algerino protagonisti della protesta. "Siamo di fronte all'ennesimo episodio figlio di una filiera di subappalti priva di controlli adeguati e di un intollerabile dumping contrattuale», ha dichiara il segretario Fillea Cgil, Peracchia, a margine della trattativa. "Questi lavoratori, impiegati da mesi senza adeguate garanzie e con acconti irrisori, si trovano in condizioni di estrema vulnerabilità. È stato indispensabile l'intervento sul posto per ripristinare un canale di dialogo con l'impresa e garantire prima di tutto la loro incolumità, ma ora serve fare piena luce sulle irregolarità contrattuali e contributive". Sul cantiere sono in corso gli accertamenti da parte dei militari del Nil e dei carabinieri di Teramo per verificare la posizione lavorativa dei quattro operai - ed eventualmente degli altri colleghi segnalati - e per contestare all'impresa le violazioni in materia di legislazione del lavoro e sicurezza nei luoghi di lavoro. I quattro operai hanno preannunciato che almeno altri tre colleghi - di nazionalità afgana e albanese - ripeteranno la protesta nelle prossime ore per rivendicare le proprie spettanze.

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LA PROTESTA. Nuova protesta di operai edili a Torricella Sicura, in provincia di Teramo, dopo quelle del 27 e del 28 ottobre scorsi. Oggi in quattro - due pakistani, un ghanese e un egiziano - sono saliti sul piano più alto di un'impalcatura minacciando di buttarsi giù se non avessero ottenuto quanto spetta loro. Grazie all'intervento di un mediatore della Cgil gli operai hanno poi deciso di scendere per avviare le trattative, che ora sono in corso. Sul posto si trovano i carabinieri. Il 27 ottobre tre lavoratori stranieri arroccati sulla sommità del ponteggio di un cantiere privato in regime di Superbonus 110% avevano rivendicato il pagamento di undicimila euro di stipendi arretrati, il giorno dopo la protesta era stata messa in atto da una decina di operai italiani nei confronti di un'altra ditta. In entrambi i casi erano poi stati raggiunti degli accordi con le imprese.