A Canistro il bar riapre dopo undici anni: così il paese riconquista la piazza

5 Ottobre 2026

Grande festa per Aleandro Mariani che ha deciso di scommettere di nuovo sullo storico “Centrale”. L’ideatore del progetto: «Non potevamo guardare il borgo morire, abbiamo deciso di agire subito»

CANISTRO

Dopo oltre dieci anni la serranda del Bar Centrale di Canistro Superiore si è alzata di nuovo. Sabato il locale sulla piazzetta del borgo ha riaperto grazie alla cooperativa di comunità nata nel 2025 e a un gruppo di residenti deciso a trasformare un vecchio esercizio commerciale in un presidio contro lo spopolamento. Una festa partecipata, arrivata dopo giorni di preparativi e un ultimo ostacolo burocratico che, fino alla vigilia, aveva fatto temere un rinvio.

A guidare il progetto è Aleandro Mariani, tenore e presidente della cooperativa. Il Bar Centrale apparteneva ai suoi zii, che lo avevano aperto nel 1994 prima della chiusura, nel 2015. «Ci siamo guardati in faccia tutti quanti e abbiamo deciso di fare qualcosa per non vedere il paese morire», racconta. A Canistro Superiore vivono circa 170 persone e negli anni il borgo ha perso progressivamente i suoi punti di riferimento: la bottega, il forno e infine il bar di Cristina Lucidi, sulla stessa piazza, chiuso solo qualche giorno fa, il 30 settembre.

Da qui l’idea della cooperativa, partita con sei soci e cresciuta fino a sfiorare quota trenta. Molti vivono fuori, soprattutto a Roma, ma tornano quando c’è da lavorare per il paese. La riapertura ha già prodotto l’effetto cercato dai promotori: durante i lavori alcune donne sono scese con scope e stracci, altri residenti hanno portato dolci e prodotti di casa. «All’improvviso ci è sembrato di aver salvato quel senso di comunità che sembrava perduto», dice Mariani.

Sabato l’inaugurazione. Fino all’ultimo, però, la festa è rimasta appesa a una questione amministrativa. Secondo quanto riferito dai promotori, alla vigilia il Comune ha chiesto la presentazione della Scia, che fino a quel momento non sarebbe stata indicata tra gli adempimenti necessari per il subentro. I soci hanno trasmesso online i documenti richiesti e l’apertura si è svolta regolarmente. «La festa c’è stata ed è stata bellissima. Tante persone hanno contribuito portando dolci e hanno anche raccolto dei fondi per farci un regalo», racconta. Mariani ha però espresso amarezza per il passaggio burocratico e per la mancanza delle istituzioni e del sindaco Gianmaria Vitale; presente, invece, il sindaco della vicina Civitella Roveto Luciano Scalisi.

Il nuovo Bar Centrale sarà gestito direttamente dai soci, con prezzi contenuti e un’impostazione che punta più sulla funzione sociale che sul profitto. Torneranno anche le abitudini di una volta, dalle partite a briscola e tressette alla semplice possibilità di ritrovarsi ogni giorno davanti a un caffè. La prova più difficile arriverà con l’inverno, quando le presenze nel borgo diminuiscono.

Ma il bar, nelle intenzioni della cooperativa, è soltanto il primo passo. Tra i progetti ci sono eventi, il ritorno del pane fresco ogni mattina, un servizio di “home restaurant” nelle case del paese e un’offerta di ristoro per i camminatori sul sentiero del brigante Chiavone. L’obiettivo è fare di un piccolo locale riaperto dopo dieci anni un punto da cui ripartire. Perché, in un borgo che ha visto spegnersi uno dopo l’altro i suoi servizi, anche una serranda che torna ad alzarsi può diventare una notizia di comunità. 

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