Addio a Jocca, storico fumettista Disegnò i cartelli stradali d’Italia

11 Luglio 2023

Personaggio conosciuto e amato: ha iniziato la carriera illustrando riviste per ragazzi e libri scolastici Il sindaco Baldi: «Vita piena di passioni e forte legame con l’Abruzzo. Terremo viva la sua memoria» 

CALASCIO. Un artista poliedrico, innamorato di Calascio, dove era nato nel 1925. È scomparso domenica, all’età di 98 anni, Michele Arcangelo Jocca, grande illustratore e fumettista, noto anche per essere stato l’autore della nuova segnaletica del Codice della strada italiano, promulgato nel 1959. Viveva a Roma, dove la sua famiglia si era trasferita nel 1937, ma aveva conservato un legame profondo con la sua terra d’origine, dove tornava ogni estate. E proprio a Calascio si terranno oggi i funerali, alle 11, nella chiesa di Sant’Antonio Abate: il fumettista riposerà nel cimitero del comune montano nell’Aquilano. Lascia la moglie Natalina e i nipoti; il figlio Giancarlo è mancato diversi anni fa. Una persona di straordinaria umiltà e semplicità, che aveva mantenuto la curiosità, l’ironia e lo spirito di un ragazzo. Ne disegna un ritratto commosso il sindaco di Calascio, Paolo Baldi: «Siamo vicini alla famiglia in questo momento triste del dolore e della mancanza. Un dolore e una mancanza che sono grandi per tutti coloro che lo hanno conosciuto, che hanno conosciuto la sua bontà d’animo. La sua gioia di far partecipi gli altri e di condividere le passioni che più hanno riempito la sua lunga vita. Vita costellata anche di grandi dolori, quali la perdita dell’amato figlio in una tragedia che ha segnato la famiglia Jocca insieme a tutta la nostra comunità». La sua carriera di illustratore è iniziata con i primi disegni ispirati dai ruderi dell’amato paese. «Ha avuto una vita piena», continua il sindaco Baldi, «piena di attività, di lavoro, di passioni. È stato disegnatore, fumettista, illustratore, ma soprattutto custode attento, vigile e curioso della memoria storica del nostro paese. Nella sua attività professionale è stato un disegnatore conosciuto ed apprezzato, collaboratore agli inizi della sua carriera di numerose testate per ragazzi tra le quali Carosello, Lupettino, Bambola. In quel periodo conosce e collabora con alcuni nomi importanti, tra i quali Sergio Tofano. Più tardi, illustra con la sua dote innata sia riviste importanti, come la Voce della rotaia, che numerosi volumi, ricordiamo la Storia di Dante, o manuali, quale il Regolamento illustrato del giuoco del calcio, moltissimi libri scolastici, manuali di botanica ed opere dedicate alla natura, sempre con un tratto geniale, con splendidi colori e con l’atteggiamento curioso delle cose che sapeva trasmettere in modo semplice e diretto. I suoi disegni diventano poi, al momento dell’entrata in vigore del Codice della strada, i protagonisti di tutti i segnali stradali che ancora oggi appaiono davanti ai nostri occhi tutti i giorni». Ma è Calascio la sua vera passione: «È suo il primo rilievo della fortezza di Rocca Calascio», spiega il sindaco, «come suo il primo rilievo della chiesa della Madonna della Pietà, lo studio delle relazioni delle varie torri e fortificazioni e la loro funzione. Sono suoi innumerevoli lavori che illustrano gli angoli del paese, uno studio rimasto unico sulle chiese di Calascio, studi di botanica e progetti museali. E sua è anche una ricerca continua e incessante sulla memoria storica e sulle cronache anche minori del paese. Tutto ciò che poi confluì nel volume, pubblicato alcuni anni fa, dedicato a Calascio ed ai suoi abitanti». Baldi racconta un episodio significativo della sua vita: «Nel 1943, dopo l’8 settembre, fu chiamato alla leva, per essere arruolato nell’esercito della Repubblica di Salò. Per sfuggire alla guerra, rientrò con la famiglia a Calascio, diventando anche renitente alla leva e venendo per questo condannato alla fucilazione. Come ogni artista», conclude il sindaco di Calascio, «era sempre intento a nuovi progetti, a nuovi studi, a nuove ricerche. A noi lascia un grande vuoto e un compito davvero difficile: tenere viva la memoria cercando di seguire la strada che in modo così chiaro, netto, ci ha tracciata».
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