Anziane rapinate sotto casa

Una spinta e ferita, alle Poste avevano preso le pensioni.

AVEZZANO. Le hanno viste uscire dalle Poste e le hanno pedinate. Quando le due anziane sono arrivate sotto casa i rapinatori si sono calati il cappuccio sul volto e sono entrati in azione. Il colpo, l’ennesimo in città, è andata a segno alle 11,30 e ha fruttato un bottino di 11mila euro. Una delle donne è rimasta leggermente ferita.

LA RICOSTRUZIONE. La rapina è avvenuta in via Delle Olimpiadi, a Borgo Pineta. Le due donne, vicine di casa, di 91 e 87 anni, sono state assalite sotto le abitazioni. Poco prima avevano prelevato le pensioni e il ricavato dei buoni, per complessivi 11mila euro, dagli uffici delle Poste centrali in via Cavalieri di Vittorio Veneto. In auto c’erano le borse con i risparmi. Uno dei due giovani si è avvicinato e ha afferrato le borse. Un’anziana era ancora in auto, l’altra era appena scesa.

SPINTONATA E FERITA. La donna ha cercato di aggrapparsi alla borsa, ma il giovane rapinatore l’ha strattonata e scaraventata a terra. L’anziana è rimasta leggermente ferita a un ginocchio. Niente di grave, ma tanto spavento. Il giovane e il suo complice sono fuggiti. Non è chiaro se a piedi o con un’auto. Su questo particolare le anziane non hanno saputo fornire dettagli utili.

LE INDAGINI. Sul caso stanno indagando gli agenti della squadra anticrimine del commissariato di polizia, coordinati da Gaetano Del Treste. Le due anziane sono state seguite dalle Poste fin sotto casa. Ne sono convinti gli investigatori. I rapinatori sono andati a colpo sicuro dopo avere visto che le donne avevano ritirato un’ingente somma di denaro. Probabilmente uno si trovava proprio all’interno dell’ufficio in via Cavalieri di Vittorio Veneto. Gli inquirenti analizzeranno anche le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso posizionate all’interno delle Poste.

CRESCE L’ALLARME. Il dirigente del commissariato, il vicequestore aggiunto Marco Nicolai, esclude collegamenti fra il colpo di ieri e quelli messi a segno dai rapinatori incappucciati. Resta comunque alto l’allarme in città. Proprio perché da giorni si susseguono episodi criminosi. Un’escalation in piena regola che ha allertato anche i rappresentanti politici locali.

I PRECEDENTI. Su tutti quelli che hanno coinvolto parroci e anziani che vivono soli. L’esordio, la notte del 25 settembre, in cattedrale. Il primo ottobre è toccato a un ex sottufficiale della Marina. Il 7 a un benzinaio. Il 15 a un rappresentante di gioielli di Pescara che si è visto sfilare via rotoli di preziosi per 150mila euro. Ma prima era stata scassinata la cassaforte all’interno del supermercato Lidl in via XX Settembre. Per finire con il colpo in via Solferino, con un fabbro legato, malmenato e rapinato di appena 10 euro.

IL VERTICE. Un’ondata di criminalità che non si ricordava da anni e che ha portato a una riunione in municipio. Al vertice, promosso dal sindaco Floris, erano presenti un ufficiale della polizia locale, alcuni dirigenti degli uffici comunali, gli assessori Domenico Mancini (Sicurezza e Polizia municipale), Antonio Di Fabio (Urbanistica e Pianificazione del territorio) e Maurizio Bianchini (Lavori pubblici e Patrimonio). Si è parlato della necessità di potenziare i controlli. Al vaglio dell’amministrazione comunale la possibilità di progettare una nuova e più mirata rete di videosorveglianza in città. Attualmente ci sono telecamere in alcuni punti - via XX Settembre-via Dei Fiori, piazza Risorgimento, via Corradini-via Mazzini, zona stadio dei Marsi, caselli autostradali e altre zone d’ingresso alla città - visionate quotidianamente dalla sala controllo del commissariato.