Cerchio

Condannato a un anno di reclusione lo stalker del sindaco: in passato tentò pure di investirlo

7 Ottobre 2026

La vicenda di Cerchio. Eolo Tucceri riconosciuto colpevole degli atti persecutori verso Gianfranco Tedeschi (nella foto)

CERCHIO. Si chiude con una condanna in primo grado a un anno di reclusione il processo per atti persecutori a carico di Eolo Tucceri, 42enne finito alla sbarra con l’accusa di stalking nei confronti del sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi. La decisione fa capo alla giudice Renata Stancanelli del tribunale di Avezzano, che ha disposto per l’imputato anche il pagamento delle spese processuali e un risarcimento danni pari a 2.000 euro in favore dell’amministratore.

La sentenza arriva al termine di una complessa istruttoria che ha riunito due distinti procedimenti penali, tracciando una mappa di episodi molesti che - secondo quanto sostenuto dall’accusa - per anni hanno condizionato la vita pubblica e privata del sindaco. Tedeschi, assistito dall’avvocato Domenicoantonio Angeloni e rappresentato ieri in aula dal legale Massimiliano Di Bernardo, ha accolto il verdetto con soddisfazione ed espresso la misura dell’impatto psicologico patito: «Questa situazione ha pesato profondamente sulla mia vita e su quella della mia famiglia. Dietro i fascicoli ci sono persone e preoccupazioni quotidiane. Ho continuato a svolgere il mio mandato affidandomi con fiducia alle istituzioni».

Per Tucceri non si tratta del primo contenzioso con l’amministratore di Cerchio. In passato Tedeschi aveva denunciato l’indagato alla magistratura per un investimento in retromarcia, in seguito al quale riportò lesioni all’anca. «E resta pendente un ulteriore provvedimento con divieto di avvicinamento a tutela di mio figlio Sergio, mentre altri fascicoli sono al vaglio della magistratura per episodi denunciati nel corso degli anni, tra i quali l’investimento subìto dal vicesindaco Mario Mancini e da suo figlio Juri proprio davanti alla loro azienda agricola», aggiunge Tedeschi. «Non ho nulla di personale contro Tucceri», ha sottolineato il sindaco. «Il dissenso sulle scelte amministrative è una ricchezza per la comunità, ma le minacce e gli insulti non possono mai essere accettati come forma di confronto. Ogni cittadino ha diritto di vivere e lavorare in sicurezza», ha concluso il primo cittadino.

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