Gli orsetti al sicuro nel Parco: i cuccioli si preparano all’inverno

I due plantigradi, che hanno otto mesi, vengono costantemente controllati dai guardiaparco «Stanno bene, l’istinto e la loro selvaticità li stanno guidando anche se sono orfani della mamma»
AVEZZANO. Gli orsetti fino all'autunno inoltrato continueranno a giocare, ad alimentarsi e a muoversi liberamente. Il parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise interviene per mettere fine a una serie di illazioni messe in giro negli ultimi giorni e chiarisce cosa faranno da qui alle prossime settimane i cuccioli di Amarena rimasti soli dopo che la mamma è stata uccisa a San Benedetto dei Marsi nella notte tra il 31 agosto e il primo settembre.
IL MONITORAGGIO Sono costantemente sotto controllo i due plantigradi di 8 mesi circa. I guardiaparco non li perdono d'occhio e confermano che «al momento stanno bene, continuano ad alimentarsi, a muoversi, a giocare e sono stati avvistati, anche da cittadini del territorio, di notte e anche di mattina presto». I due cuccioli subito dopo lo sparo esploso dal fucile di Andrea Leombruni sono scappati e per diversi giorni nessuno li ha visti. I guardiaparco, coordinati dal direttore dell'area protetta, Luciano Sammarone, insieme ai carabinieri forestali, li hanno cercati per giorno e notte fino a individuarli. Non ci sono stati "pianti" o altri atteggiamenti particolari da parte dei plantigradi che hanno continuato a cibarsi di alimenti trovati in natura e a esplorare le aree del parco.
COSA FARANNO? Gli avvistamenti da parte del personale del parco sono costanti come del resto la preoccupazione per la loro sorte. Fino a ora i cuccioli se la sono cavata anche senza mamma Amarena e ben presto dovranno prepararsi ad affrontare le stagioni più rigide. «Fino ad autunno inoltrato è importante che continuino a muoversi, alimentarsi, giocare cercando di svolgere le attività vitali importanti in questo periodo della loro vita», hanno continuato dal parco, «nel caso ci accorgessimo che le loro attività quotidiane dovessero cambiare, e questo può incidere sulla salute, siamo pronti a subentrare e ad aiutarli. Fino a oggi l’istinto e la loro selvaticità li stanno guidando anche se sono rimasti orfani e questo di per sé, ad ora, è un bene, perché la manipolazione umana, qualora dovesse esserci, non sarà sicuramente solo un aiuto, e potrebbe rivelarsi una criticità». A breve dovranno scegliere una tana dove trascorrere i mesi più freddi. «Se tutto sarà andato per il meglio i giovani orsi troveranno un posto a loro comodo ed entreranno in tana in maniera istintiva», hanno sottolineato gli esperti, «una serie di cambiamenti fisiologici andranno di pari passo con la diminuzione del fotoperiodo (cioè del numero di ore di luce) tipico dell’inizio dell’inverno, dell’arrivo della neve, della diminuzione della temperatura, tutti fattori che porteranno i giovani orsi, in maniera del tutto naturale, ad entrare in ibernazione». Il parco non esclude che i due orsetti possano rimanere attivi anche nei prossimi mesi perchè «in corrispondenza di inverni poco nevosi e con alcune fonti di cibo, tipo le ghiande, alcuni individui possono rimanere svegli».
NO ALLA CATTURAIl parco esclude categoricamente la cattura e lo svezzamento dei due orsetti perchè «potrebbe probabilmente aiutarli a difendersi meglio da eventuali predatori, ma, come sempre, la scelta su come gestire un animale selvatico deve basarsi su un rapporto tra rischi e benefici. Le esperienze internazionali di allevamento di cuccioli orfani in cattività finalizzato al rilascio, ci dicono che esistono dei rischi di assuefazione all’essere umano durante la fase di allevamento. Nella nostra popolazione di orsi bruni marsicani a rischio di estinzione, evitare che un animale diventi confidente, perché è stato messo in cattività anche per poco, rappresenta la priorità».

